La Society of Trust and Estate Practitioner (STEP) ha pubblicato nel gennaio 2021 uno studio internazionale per sfatare i pregiudizi più comuni legati ai trust. I risultati evidenziano come i trust siano strumenti fondamentali per l’economia globale, utilizzati per proteggere e destinare patrimoni a fini altamente meritevoli e legittimi. In questo articolo esploreremo i principali punti emersi dallo studio STEP, chiarendo i fraintendimenti più diffusi e sottolineando i benefici sociali ed economici dei trust.
Cosa sono i trust?
Un trust è un accordo legale in cui un soggetto (il disponente) trasferisce la gestione di beni o patrimoni a un fiduciario, con lo scopo di amministrarli per il beneficio di uno o più beneficiari o per raggiungere specifici obiettivi.
I trust sono ampiamente utilizzati in tutto il mondo per molteplici scopi, tra cui:
- la protezione del patrimonio,
- la pianificazione successoria,
- la gestione di fondi per scopi filantropici o educativi.
Miti e realtà: i falsi pregiudizi sui trust
Lo studio STEP ha analizzato alcune convinzioni errate molto diffuse sui trust, smascherandole con dati concreti.
1. I trust sono solo per l’élite
Molti pensano che istituire un trust sia un privilegio riservato ai ricchi. Tuttavia, la ricerca dimostra che:
- costi accessibili: il costo di creazione di un trust non è necessariamente proibitivo, specialmente grazie alla digitalizzazione e alla maggiore disponibilità di informazioni online,
- ampia accessibilità: i trust sono ora utilizzati da una vasta gamma di individui, non solo da élite economiche.
2. I trust offrono esenzioni fiscali
Un altro mito comune è che i trust siano strumenti per eludere il fisco. Lo studio STEP chiarisce che:
- nessuna esenzione automatica: i trust non godono di vantaggi fiscali speciali di per sé,
- confusione con offshore: gli esempi di abuso fiscale spesso associati ai trust riguardano esclusivamente accordi offshore e non riflettono l’utilizzo legittimo e regolamentato dei trust nella maggior parte delle giurisdizioni.
3. I trust sono soggetti ad abusi
È diffusa l’idea che i trust siano veicoli facilmente abusabili, ma la realtà è diversa:
- meno abusi rispetto ad altri strumenti: le prove dimostrano che i trust sono meno suscettibili ad abusi rispetto ad altri aspetti del sistema finanziario,
- maggiore trasparenza: i requisiti di divulgazione sono stati recentemente rafforzati, sia a livello nazionale che internazionale, per garantire maggiore trasparenza e combattere la criminalità finanziaria.
Benefici sociali ed economici dei trust
I trust non solo offrono soluzioni pratiche per la gestione patrimoniale, ma contribuiscono anche al benessere sociale ed economico globale. Tra i benefici più rilevanti possiamo evidenziare:
- protezione patrimoniale: consentono di preservare i beni a lungo termine, anche in caso di eventi imprevisti,
- pianificazione filantropica: facilitano la destinazione di fondi a scopi benefici, come istruzione, ricerca e sostegno alle comunità svantaggiate,
- supporto alle famiglie: aiutano a gestire patrimoni familiari in modo equo e conforme alle volontà dei disponitori.
Verso un futuro più trasparente
Con le recenti normative internazionali sulla trasparenza, i trust stanno evolvendo verso un modello sempre più etico e responsabile. Le modifiche sostanziali ai requisiti di divulgazione dimostrano come questo strumento possa continuare a svolgere un ruolo chiave nella finanza globale, pur rispettando le normative anti riciclaggio e anti frode.
Per coloro che fossero interessati, il documento è interessante e completo e potete consultarlo qui sotto.