Creare un trust per i digital asset: perché conviene

Negli ultimi anni, il concetto di patrimonio digitale ha assunto un ruolo sempre più centrale nella pianificazione successoria. Dalle fotografie custodite in servizi cloud come Dropbox o Google Drive, fino alle criptovalute conservate in wallet digitali, i cosiddetti digital asset possono avere un notevole valore affettivo e, talvolta, un rilevante valore economico. Tuttavia, gestire questi beni in caso di successione presenta sfide peculiari: licenze di utilizzo, limiti di trasferibilità e barriere legali o contrattuali. Una soluzione efficace per tutelare questi beni e disciplinarne correttamente il passaggio generazionale è la creazione di un trust di digital asset.

Il problema della titolarità dei digital asset

A differenza dei beni fisici tradizionali, molti beni digitali non sono di fatto “posseduti” dall’utente, ma concessi in licenza d’uso dai fornitori dei servizi (ad esempio, musica o e-book acquistati su piattaforme online). In tali casi, la licenza spesso si estingue con la morte dell’utente, impedendo di fatto la trasmissione del bene digitale agli eredi.
Nel caso di criptovalute, invece, la proprietà dipende dalla capacità di accedere alle chiavi private indispensabili per effettuare transazioni. La perdita o l’irreperibilità di queste chiavi può causare l’impossibilità permanente di recuperare il patrimonio in criptovaluta.

Sfide legali e questioni di privacy

Molti fornitori di servizi cloud o social network non consentono il trasferimento degli account agli eredi, a meno che non vi siano specifiche disposizioni testamentarie o, in alcuni Paesi, ordini di tribunale. Allo stesso tempo, le leggi in materia di privacy possono impedire a familiari o amici di accedere ai contenuti online di un defunto senza specifiche autorizzazioni. Persino conoscere le password non garantisce la liceità dell’accesso, in quanto potrebbe violare i termini di servizio delle piattaforme.

Perché un trust per i digital asset?

Il trust è uno strumento giuridico estremamente versatile. Quando si parla di digital asset, creare un trust può offrire diversi vantaggi:

  1. Continuità e tutela: conferire i beni digitali (come criptovalute, domini web o file di valore) in un trust permette di evitare che questi beni vadano persi o bloccati a causa di restrizioni o scadenze delle licenze d’uso. Il trustee, figura incaricata della loro gestione, agisce secondo le istruzioni contenute nell’atto istitutivo del trust, garantendo continuità e protezione del bene anche in caso di morte o incapacità del disponente.
  2. Strutturazione flessibile: grazie alla natura “contrattuale” e personalizzabile del trust, è possibile integrare dettagli su modalità di accesso, utilizzo e trasferimento dei beni digitali, specificando espressamente come conservare o distribuire, per esempio, le chiavi crittografiche delle criptovalute o le credenziali di account cloud.
  3. Riservatezza: a differenza di un testamento, che può divenire un atto pubblico, il trust rimane generalmente uno strumento privato. L’atto istitutivo del trust e l’elenco dettagliato dei digital asset (con relative chiavi e password) rimangono documenti riservati, conosciuti solo dalle parti coinvolte (disponente, trustee ed eventuali beneficiari).

Gestione professionale: soprattutto se il trust è gestito da un trustee professionista, ci si assicura che la governance dei beni digitali avvenga nel rispetto della normativa vigente, evitando che la mancata conoscenza delle procedure di accesso o la trascuratezza possano provocarne la perdita.

Come procedere in pratica

  • Inventario dei beni digitali: prima di istituire un trust, occorre redigere un inventario dettagliato di tutti i beni digitali (criptovalute, fotografie, file di lavoro, account di posta elettronica, domini, social network, ecc.), specificando le modalità di accesso (userID, chiavi private, password, token di sicurezza, ecc.).
  • Verifica legale dei termini di servizio: alcuni contratti possono ostacolare o addirittura proibire il trasferimento di dati o la condivisione di credenziali. Occorre accertarsi che il conferimento in trust sia compatibile con i termini delle singole piattaforme.
  • Scelta del trustee: è fondamentale individuare un trustee affidabile, sia esso una persona fisica, una fiduciaria specializzata o una società di servizi. In alcuni ordinamenti, è possibile nominare un digital executor, una figura specifica per la gestione dei beni digitali.
  • Atto istitutivo del trust: nell’atto vanno disciplinati in modo chiaro i poteri del trustee, le istruzioni sulla gestione, nonché le volontà relative alla distribuzione dei beni digitali ai beneficiari.

Conclusioni

Creare un trust di digital asset si rivela una scelta strategica per chi vuole proteggere il proprio patrimonio digitale e assicurare che i propri eredi o beneficiari possano accedere e godere dei beni in modo legittimo e sicuro. In un contesto normativo ancora in evoluzione, la pianificazione accurata e l’uso di strumenti giuridici adeguati sono elementi essenziali per evitare di perdere contenuti dal valore emotivo o finanziario inestimabile. Affidarsi a consulenti esperti di trust ed estate planning, con competenze in materia di digital asset, è il primo passo verso una gestione consapevole e lungimirante del patrimonio digitale.

Vuoi proteggere il tuo patrimonio patrimonio digitle? Contattaci per una consulenza personalizzata

Studio Paolo Gaeta&Associati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto