Negli ultimi anni, la società semplice è emersa come un veicolo societario versatile e spesso vantaggioso in contesti di pianificazione patrimoniale e di governance all’interno di gruppi imprenditoriali complessi. Un esempio noto, menzionato anche in alcune recenti pubblicazioni, è l’utilizzo di una società semplice all’interno della struttura di uno dei più noti gruppi operanti nel mondo della moda e del digital marketing.
L’approccio tradizionale
In genere, le holding operative – costituite nella forma di s.r.l. o s.p.a. – hanno il compito di gestire partecipazioni in società controllate, distribuire utili e coordinare le attività dell’intero gruppo. Tuttavia, l’inserimento di una società semplice può offrire una serie di benefici tanto sul fronte fiscale, quanto sul piano della gestione del patrimonio immobiliare e della riservatezza.
I vantaggi fiscali e patrimoniali
Uno dei principali punti di forza della società semplice è la capacità di detenere beni, quali immobili, senza farli rientrare nelle “logiche” tipiche delle società di capitali. Questo può avere due effetti positivi:
- Esclusione dall’imposizione dei beni ai soci: Se un immobile è detenuto direttamente da una società semplice e utilizzato da persone fisiche legate al gruppo, non scattano le ipotesi di tassazione previste dagli articoli relativi ai beni concessi in godimento ai soci da società di capitali. In altri termini, l’immobile non viene automaticamente considerato un beneficio in natura tassabile per i soci o i loro familiari.
- Evitare le complicazioni legate alle “società di comodo”: Il possesso di un immobile all’interno di una holding s.r.l. potrebbe attivare le norme volte a contrastare le società non operative, imponendo test di operatività e potenziali imposte aggiuntive. La società semplice, invece, non rientra tra le partecipazioni rilevanti per queste norme, consentendo quindi di ridurre gli oneri di natura amministrativa e fiscale.
Governance, riservatezza e semplificazione
Oltre ai vantaggi fiscali, l’utilizzo di una società semplice offre benefici anche sul piano della governance e della riservatezza:
- Riservatezza dell’assetto patrimoniale: Mentre le società di capitali sono soggette a obblighi di trasparenza e pubblicazione di bilanci, la società semplice è caratterizzata da un minore livello di disclosure. Ciò può essere apprezzato in situazioni in cui, ad esempio, si desideri mantenere più discreto il patrimonio immobiliare o le disponibilità liquide del gruppo.
- Flessibilità nella gestione degli asset: Una società semplice può essere utilizzata per detenere non solo immobili, ma anche liquidità e strumenti finanziari, senza le complicazioni contabili tipiche delle società commerciali. Il rapporto con gli intermediari finanziari può avvenire come se si trattasse di una persona fisica, con ritenute alla fonte e semplificazione degli adempimenti. Questo riduce la necessità di continue registrazioni contabili e di gestioni amministrative complesse, portando a un deciso snellimento delle procedure.
- Separazione dei ruoli e governance personalizzata: All’interno della struttura complessiva, la società semplice può avere un amministratore diverso da quello della holding, consentendo di delegare la gestione del patrimonio immobiliare o della liquidità a soggetti diversi, magari familiari o professionisti di fiducia, così da distribuire funzioni e responsabilità in modo più coerente con gli obiettivi del gruppo.
Considerazioni e limiti
Naturalmente, ogni struttura va analizzata caso per caso, valutando la compatibilità con le normative fiscali e gli eventuali profili di abuso del diritto. Tuttavia, se correttamente impostata e supportata da motivazioni economiche extrafiscali di un certo rilievo – ad esempio la riservatezza, la flessibilità o la suddivisione della governance – la società semplice può essere uno strumento efficace e legittimo di pianificazione, nonché di protezione e ottimizzazione del patrimonio del gruppo.
In conclusione, la società semplice, sebbene a una prima analisi possa apparire come una scelta atipica all’interno di complesse strutture societarie, si sta rivelando un mezzo valido per ridurre la visibilità patrimoniale, ottimizzare il carico fiscale e semplificare la gestione operativa, assicurando una maggiore elasticità nella governance e nella protezione del patrimonio.