- Una nuova forma di patrimonio
Negli ultimi anni, il concetto di patrimonio ha conosciuto un’evoluzione significativa, ampliando la propria portata ben oltre i confini tradizionali. Oggi, accanto agli immobili, alle partecipazioni societarie e agli strumenti finanziari più classici, rientrano sempre più spesso anche beni di natura digitale, come le criptovalute e i non-fungible token (NFT). Si tratta di asset immateriali, ma dotati di un valore economico concreto e in costante crescita, che richiedono un’attenzione specifica, una pianificazione consapevole e l’adozione di strumenti giuridici e patrimoniali adeguati a garantirne la protezione ed assicurarne la corretta trasmissione nel tempo.
- Crypto e NFT: tra crescita tecnologica e rilevanza economica
Le criptovalute – tra cui spiccano Bitcoin ed Ethereum, prime per capitalizzazione di mercato – si fondano su infrastrutture blockchain pubbliche e decentralizzate, concepite per garantire elevati standard di trasparenza, tracciabilità e sicurezza nelle transazioni.
Gli NFT (non-fungible token), invece, rappresentano certificati digitali unici che attestano la titolarità di un bene, digitale o fisico. Possono riferirsi a opere di grafica digitale, ma anche a biglietti per eventi, codici di accesso esclusivi o oggetti da collezione, costituendo una forma innovativa di rappresentazione del valore e della proprietà.
Dopo la fase di rialzo registrata nel 2021 (bull market) – anno in cui la capitalizzazione complessiva del mercato delle criptovalute ha superato i 3.000 miliardi di dollari e quello degli NFT ha sfiorato i 25 miliardi – il settore ha attraversato una fase di un forte ribasso, nota come bear market.
Il biennio 2024–2025 si è caratterizzato, invece, per una crescita ai massimi storici, alimentata dalla sopravvenienza di alcuni rilevanti fattori, quali, il lancio dell’Electronic Funds Transfer spot (ETF) su Bitcoin, l’ingresso di attori istituzionali e l’evoluzione tecnologica[1]. Parallelamente a ciò, i wallet digitali sono diventati sempre più user-friendly, mentre l’applicazione degli NFT si è progressivamente estesa oltre il mondo dell’arte, trovando impiego in ambiti come l’identità digitale, il ticketing e la tokenizzazione di beni reali[2].
- La sfida per i trust: custodire responsabilmente
Dinanzi alla descritta trasformazione (ed espansione) del concetto di patrimonio, anche il mondo fiduciario – e in particolare lo strumento del trust – è stato chiamato a un profondo ripensamento. Non si tratta più soltanto di decidere se accettare o meno criptovalute e NFT all’interno di un trust, ma piuttosto di affrontare la questione della loro gestione in modo strutturato e responsabile. È necessario adottare soluzioni che garantiscano sicurezza, trasparenza, tracciabilità e continuità operativa nel tempo.
Un trustee professionale, oggi, deve essere in grado di comprendere le specificità tecniche e giuridiche di questi asset, e di selezionare con attenzione le piattaforme e gli strumenti più adeguati alla loro custodia e movimentazione. La gestione di criptovalute e NFT all’interno di un trust implica infatti la capacità di operare transazioni in modo conforme ai principi fiduciari e di assicurare che tali beni siano effettivamente trasmissibili agli aventi diritto, nel rispetto delle volontà del disponente e delle finalità del trust.
- Exchange centralizzati: tra immediatezza e vulnerabilità
Gli exchange centralizzati, come Binance, OKX, Kraken, Bybit o Coinbase, rappresentano spesso la porta d’ingresso nel mondo delle criptovalute, offrendo interfacce intuitive, consentendo l’acquisto e la vendita di centinaia di token e facilitando l’interazione con il sistema bancario tradizionale.
Tuttavia, è da evidenziarsi che, per un trust, queste piattaforme presentano diversi limiti strutturali.
Anzitutto, il processo di onboarding può risultare particolarmente complesso per soggetti giuridici come trust o fondazioni: viene, infatti, richiesta un’ampia documentazione ai fini KYC/AML, comprendente le generalità dei beneficiari, l’atto istitutivo, l’identificazione del trustee e la specifica dei poteri di firma, e, anche in presenza di tutta la documentazione richiesta, l’accesso non è garantito, poiché la piattaforma può rifiutare l’apertura dell’account senza alcun obbligo di motivazione.
Inoltre, una volta registrati, gli utenti non detengono realmente le chiavi private dei propri asset, che restano sotto il controllo dell’exchange. Questo elemento espone il patrimonio a rischi operativi e regolamentari, come dimostrato dal caso FTX, con la conseguenza che il trustee si trova nella scomoda posizione di essere, tecnicamente, un creditore non garantito, con diritti limitati sugli asset custoditi.
Dal punto di vista fiduciario, la gestione attraverso exchange solleva ulteriori criticità: l’assenza di una governance condivisa (ad esempio, tramite firme multiple), la scarsa tracciabilità delle operazioni e le difficoltà nel garantire la continuità operativa in caso di decesso o impedimento del trustee. Anche il trattamento fiscale rimane incerto, soprattutto quando le piattaforme hanno sede in Paesi extra UE.
Per tutte queste ragioni, gli exchange centralizzati possono risultare utili in modo limitato, per operazioni tattiche o conversioni temporanee, ma non costituiscono una soluzione adeguata e strutturale di custodia per un trust.
- Hot wallet: velocità operativa a fronte di rischi non trascurabili
Gli hot wallet, come MetaMask, Trust Wallet o Exodus, offrono un accesso immediato e flessibile all’ecosistema crypto, permettendo di collegarsi facilmente agli exchange, partecipare a progetti di finanza decentralizzata e interagire con altre applicazioni senza barriere tecniche.
Recentemente, queste app sono state integrate con funzionalità native per la compravendita di token, la conversione tra stablecoin, il bridging, la partecipazione a ICO e la gestione di NFT direttamente tramite browser o app.
Per un trustee, gli hot wallet rappresentano uno strumento prezioso per attività di breve periodo, come trasferire fondi verso portafogli più sicuri, monitorare le informazioni di mercato o cogliere rapidamente nuove opportunità. Tuttavia, la loro semplicità d’uso comporta un rischio significativo legato all’esposizione costante a Internet, che li rende vulnerabili a malware, phishing, furti e frodi.
In ambito fiduciario, questi rischi assumono particolare rilevanza. Un trustee che utilizza un hot wallet senza adeguati backup e senza una governance strutturata si espone al pericolo di perdere irrimediabilmente l’accesso ai fondi. Inoltre, la maggior parte di questi wallet non supporta meccanismi di multi-firma o deleghe operative, rendendo difficile garantire una gestione fiduciaria trasparente e condivisa. Per queste ragioni, gli hot wallet sono adatti a operazioni rapide e interazioni dinamiche con il mercato, ma devono essere impiegati con estrema cautela nel contesto di un trust.
- Cold wallet: sicurezza fisica e operatività controllata
I cold wallet fisici (Ledger, Trezor, Keystone) rappresentano oggi lo standard di riferimento per la sicurezza digitale[3]. In particolare, i cold wallet conservano le chiavi private completamente offline, proteggendo così il patrimonio da attacchi hacker o compromissioni da remoto. La generazione e la firma delle transazioni avvengono direttamente all’interno del dispositivo, senza mai esporre i dati sensibili alla rete.
Negli ultimi anni, molti di questi dispositivi hanno ampliato le proprie funzionalità, integrando moduli per lo scambio di token (swap), collegamenti al mercato degli NFT, gestione dello staking diretto e aggiornamenti automatici delle app compatibili, il tutto senza compromettere la sicurezza del wallet. Ad esempio, Ledger consente tramite l’interfaccia “Ledger Live” di negoziare token e NFT direttamente da desktop, mantenendo, però, le chiavi sempre offline.
Per un trust, tuttavia, l’utilizzo dei cold wallet richiede una struttura organizzativa ben definita. Risulta fondamentale, infatti, stabilire chi gestisce fisicamente il dispositivo, dove viene conservata la seed phrase e se è prevista una governance con più firmatari. Inoltre, in caso di sostituzione del trustee, deve esistere un piano operativo chiaro per il trasferimento sicuro delle credenziali.
Le questioni prospettate devono trovare risposta attraverso policy interne precise o, in alternativa, tramite l’adozione di custodi terzi specializzati.
Se gestiti correttamente, i cold wallet rappresentano una soluzione ideale per i trustee, perché coniugano controllo diretto, indipendenza tecnologica e possibilità di integrazione con altri strumenti. Un cold wallet strutturato in modo professionale non è solo un dispositivo, ma una vera e propria infrastruttura fiduciaria in miniatura.
- Custodi istituzionali: governance e funzionalità per grandi patrimoni
In relazione a patrimoni digitali di rilevante entità o a trust che richiedono elevati livelli di protezione e tracciabilità, la soluzione più completa e affidabile è rappresentata dai custodi istituzionali.
Società come Anchorage Digital, BitGo, Fireblocks e Komainu offrono piattaforme integrate che combinano cold storage, sistemi multi-firma, monitoraggio in tempo reale, procedure di compliance rigorose, supporto normativo e coperture assicurative.
Oltre ai servizi di custodia, questi operatori mettono a disposizione anche soluzioni per il trading regolamentato, l’accesso a mercati NFT professionali, la conversione tra token e valute fiat, lo staking validato e l’integrazione tramite API con i software gestionali utilizzati dai trustee.
Alcuni, come Anchorage, operano come vere e proprie digital asset bank autorizzate negli Stati Uniti, con strutture progettate per essere pienamente compatibili anche con trust o fondazioni registrati in giurisdizioni internazionali.
Il processo di onboarding è complesso e richiede una documentazione dettagliata, che include il trust deed, la struttura di governance, l’identificazione dei beneficiari e le politiche KYC/AML. Tuttavia, il risultato finale è una soluzione di custodia “chiavi in mano”, pensata per soggetti regolamentati, che garantisce pieno controllo operativo e supporto auditabile.
Per un trustee che intende operare con prudenza e professionalità, queste piattaforme rappresentano la scelta più coerente con i principi fiduciari, a patto che il patrimonio in gestione superi una soglia minima – spesso superiore a 250.000 USD – che giustifichi l’adozione di tali soluzioni.
- Strumenti complementari: organizzare l’eredità digitale
Accanto agli strumenti di custodia, è opportuno considerare anche strumenti di supporto come i vault digitali (Bitwarden, 1Password) o le piattaforme di pianificazione dell’eredità digitale (MyWishes, Clocr)[4]. Questi strumenti permettono di conservare in modo sicuro seed phrase, password, chiavi di backup e istruzioni per l’accesso agli asset in caso di morte o impedimento.
Nel contesto fiduciario, questo tipo di pianificazione è fondamentale per assicurare continuità, tracciabilità e la possibilità di intervento da parte di trustee successori o guardiani. Spesso trascurato, si tratta però di un aspetto cruciale, soprattutto in situazioni in cui non esistono notai digitali o tribunali in grado di recuperare chiavi smarrite.
| Compravendita | Custodia | Servizi di supporto | |||
| Exchange centralizzati | Hot Wallet | Cold Wallet | Custodi Istituzionali | Vaul Digitali | Gestione eredità digitale |
| Binance, OKX, Kraken, Bybit o Coinbase | MetaMask, Trust Wallet o Exodus | Ledger, Trezor, Keystone | Anchorage Digital, BitGo, Fireblocks o Komainu | Bitwarden, 1Password | MyWishes, Clocr |
- Conclusione: scegliere oggi per proteggere domani
La custodia di criptovalute e NFT all’interno di un trust rappresenta una sfida complessa, ma certamente affrontabile con gli strumenti giusti. Nessuna soluzione è mai perfetta in senso assoluto, poiché ciascuna comporta compromessi tra sicurezza, accessibilità, compliance e operatività.
Per questo il trustee deve adottare un approccio consapevole e strutturato, costruendo un’infrastruttura pienamente coerente con la sua missione fiduciaria: proteggere, amministrare e tramandare il patrimonio. In un mondo in cui le chiavi perse non possono essere replicate e le blockchain non ammettono appelli, il rigore, la prudenza e la responsabilità del trustee restano l’unico vero presidio di sicurezza.
Alessio Buccella
Bibliografia
Anchorage Digital (2024) Secure crypto custody for institutions. Disponibile su: https://www.anchorage.com
BitGo (2025) Digital asset custody and financial services. Disponibile su: https://www.bitgo.com
Chainalysis (2024) Crypto Crime Report 2024. Disponibile su: https://www.chainalysis.com
CoinMarketCap (2025) Cryptocurrency Market Capitalizations. Disponibile su: https://coinmarketcap.com
Coinbase Institutional (2024) Trust and Crypto: Navigating Custody and Compliance. Disponibile su: https://institutional.coinbase.com
Decoding Digital Assets (2023) STEP Journal Supplement, May 2023. London: Society of Trust and Estate Practitioners
Fireblocks (2025) Institutional digital asset custody. Disponibile su: https://www.fireblocks.com
Inventory for Digital Assets and Digital Devices (2023) STEP Digital Assets Inventory Tool. London: Society of Trust and Estate Practitioners
Komainu (2025) Custody solutions for Web3 and institutions. Disponibile su: https://www.komainu.com
Ledger (2025) Ledger Live: Secure crypto management. Disponibile su: https://www.ledger.com
Matter of Preference (2024) STEP Journal Issue 2, March 2024. London: Society of Trust and Estate Practitioners
Vault12 (2024) Digital inheritance for crypto assets. Disponibile su: https://www.vault12.com
| Termine | Definizione |
| Exchange centralizzati | Piattaforme di scambio di criptovalute gestite da un’entità centrale che facilita transazioni, custodisce i fondi e richiede spesso la verifica dell’identità |
| Processo di onboarding | Serie di passaggi attraverso cui un utente o cliente viene registrato e abilitato a utilizzare un servizio, includendo spesso verifiche KYC, configurazioni iniziali e istruzioni d’uso. |
| Documentazione KYC/AML | Insieme di documenti richiesti per verificare l’identità (Know Your Customer) e prevenire attività illecite (Anti-Money Laundering), come passaporto, prova di residenza e informazioni sull’origine dei fondi. |
| FTX | Uno dei principali exchange centralizzati, fallito nel 2022 a causa di gravi pratiche finanziarie e uso improprio dei fondi dei clienti, che ha scosso l’intero settore crypto. |
| Token | Unità digitale creata su una blockchain che può rappresentare un asset. |
| Stablecoin | Criptovaluta il cui valore è ancorato a un asset stabile, come il dollaro USA, per ridurre la volatilità tipica del mercato crypto. |
| Bridging | Processo che consente il trasferimento di criptovalute o dati tra diverse blockchain, facilitando l’interoperabilità tra ecosistemi come Ethereum e Solana. |
| ICO (initial coin offering) | Metodo di raccolta fondi in cui un progetto crypto vende nuovi token agli investitori in cambio di criptovalute, spesso usato nelle fasi iniziali di sviluppo. |
| Malware | Software dannoso progettato per infiltrarsi, danneggiare o rubare dati da un sistema informatico senza il consenso dell’utente. |
| Phishing | Tecnica di truffa informatica che inganna gli utenti inducendoli a fornire dati sensibili, come password o informazioni bancarie, tramite comunicazioni false e apparentemente legittime. |
| Scambio di token (swap) | Operazione che consente di convertire un token in un altro in modo diretto, spesso tramite smart contract su piattaforme decentralizzate, senza passare per valute fiat. |
| Mercato degli NFT | Ambiente digitale in cui si acquistano, vendono e scambiano NFT (Non-Fungible Token), ovvero asset unici su blockchain che rappresentano proprietà digitali come arte, musica o oggetti da collezione. |
| Staking diretto | Attività con cui un utente blocca le proprie criptovalute direttamente su una blockchain Proof-of-Stake per contribuire alla sicurezza della rete e ricevere ricompense. |
| Seed phrase | Sequenza di parole (solitamente 12 o 24) che rappresenta la chiave privata di un wallet crypto, essenziale per accedere e recuperare i fondi; va conservata in modo sicuro. |
| Fiat | Moneta emessa da un governo (come euro, dollaro, yen) non supportata da un bene fisico come l’oro, ma basata sulla fiducia nel valore stabilito dall’autorità centrale. |
| Integrazione API | Processo che consente a un’applicazione di comunicare con un’altra tramite un’interfaccia di programmazione (API), facilitando lo scambio automatico di dati e funzionalità. |
| Trust deed | Documento legale che stabilisce un rapporto fiduciario in cui un trustee gestisce beni o fondi per conto di uno o più beneficiari, secondo i termini definiti nel trust. |
| Vault digitali | Sistemi sicuri di archiviazione online progettati per custodire beni digitali, come criptovalute o documenti sensibili, con elevati standard di protezione, spesso includendo autenticazione multifattoriale e firme multiple. |
[1] CoinMarketCap (2025) Cryptocurrency Market Capitalizations. Disponibile su: https://coinmarketcap.com
[2] Decoding Digital Assets (2023) STEP Journal Supplement, May 2023. London: Society of Trust and Estate Practitioners
[3] Ledger (2025) Ledger Live: Secure crypto management. Disponibile su: https://www.ledger.com
[4] Vault12 (2024) Digital inheritance for crypto assets. Disponibile su: https://www.vault12.com