
Nel passaggio generazionale italiano il modello più diffuso è quello con un trust al vertice della piramide societaria.
Si stima che siano circa tremila i trust utilizzati per governare gruppi familiari, segno di una tradizione consolidata e di una grande familiarità degli imprenditori con questo strumento.
Accanto a questa soluzione, esiste una via meno battuta, ma ormai riconoscibile: la struttura che vede una fondazione come soggetto di riferimento, seguita da una holding e, a valle, dalle società operative.
I casi noti in Italia sono solo una trentina, ma rappresentano un’opzione alternativa che merita attenzione.
Il caso Beta80
Il caso Beta80 ne è un esempio significativo.
I fondatori della società si sono interrogati a lungo su come garantire che l’impresa potesse continuare a vivere anche oltre la loro presenza, mantenendo identità, valori e autonomia. Hanno analizzato diverse soluzioni, tra cui il trust, la quotazione e l’azionariato diffuso, ma nessuna sembrava rispondere pienamente all’obiettivo di costruire una “casa” stabile per l’azienda nel suo complesso.
La scelta della fondazione è maturata proprio perché consentiva di separare la continuità dell’impresa dalle dinamiche familiari e successorie, senza però rinunciare a una governance solida e coordinata.
La struttura adottata
La struttura adottata è lineare.
La fondazione non entra nella gestione quotidiana, ma si limita a nominare gli organi della holding e a custodire la visione di lungo periodo.
La holding svolge il ruolo di centro di controllo, con statuti modificati per impedire che decisioni strategiche non coerenti possano essere prese senza un forte presidio.
Le società operative restano affidate al management, che continua a lavorare con piena autonomia sul mercato.
In questo modo l’azienda conserva flessibilità nelle scelte industriali e, allo stesso tempo, beneficia di una proprietà stabile e non esposta a vendite indesiderate o contese.
Quando ha senso la fondazione (e quando no)
Questa soluzione non nasce per sostituire il modello con trust, che resta perfettamente adeguato quando la priorità è proteggere il patrimonio familiare e assicurare una trasmissione ordinata alle generazioni future.
La piramide con fondazione in cima rappresenta più che altro una via diversa, utile quando l’imprenditore desidera che la continuità dell’impresa non dipenda dalla famiglia, ma da una missione che la trascende.
Conclusione
In un contesto in cui il trust resta lo strumento di riferimento, la fondazione rimane una scelta minoritaria. Tuttavia, proprio per la sua natura più istituzionale, potrebbe affermarsi come un’opzione concreta per quelle realtà che aspirano a costruire un futuro aziendale capace di durare nel tempo, oltre il patrimonio e oltre le biografie individuali.
Chiara Pascale
Paolo Gaeta & Associati