Finanziamenti ai Trust e garanzie reali: la risposta di Jersey al caso Halabi e i nuovi oneri di diligenza bancaria

Riforma Trust Jersey 2025

L’adozione della Trusts (Jersey) Amendment Law 202-, avvenuta il 12 dicembre 2025, rappresenta un passaggio cruciale per l’industria fiduciaria e, ancor più, per il settore bancario internazionale che opera con tali strutture. Sebbene l’entrata in vigore formale sia attesa verosimilmente per il 2026, l’intervento legislativo merita un’analisi immediata poiché ridefinisce le regole d’ingaggio nei finanziamenti garantiti da asset in trust, rispondendo alle incertezze scaturite dalla giurisprudenza recente e innalzando contestualmente lo standard di diligenza richiesto ai creditori.

Il fulcro della riforma, sotto il profilo finanziario, è la risposta normativa diretta alla complessa sentenza del Privy Council nel caso Halabi (noto anche come Z Trusts). Quella decisione aveva generato un clima di incertezza tra i finanziatori istituzionali, lasciando aperta la possibilità che il diritto di indennizzo del trustee (il cosiddetto lien) potesse concorrere, o addirittura prevalere in certe circostanze, rispetto alle garanzie reali concesse a terzi, specialmente in scenari di insolvenza del fondo. Il legislatore di Jersey è intervenuto con pragmaticità introducendo il nuovo articolo 43A, che stabilisce una gerarchia inequivocabile: i security interests (pegni, ipoteche e altre garanzie reali) concessi validamente da un trustee a un terzo hanno priorità assoluta rispetto al diritto di indennizzo del trustee stesso, sia esso attuale, precedente o successivo.

Questa modifica ha una portata operativa rilevante. Essa rassicura gli istituti di credito sul fatto che il valore della loro garanzia non verrà eroso dai crediti per competenze o spese legali vantati dai fiduciari che si sono succeduti nella gestione. Rimuovendo il rischio che i creditori garantiti si trovino a dover concorrere pari passu con i trustee o subire la prededuzione dei loro costi, la norma ripristina la piena bancabilità dei trust di Jersey, rendendo l’isola una giurisdizione ancor più competitiva per operazioni di finanza strutturata e lending immobiliare o mobiliare.

Tuttavia, il legislatore non si è limitato a blindare la posizione dei creditori, ma ha operato un sofisticato ribilanciamento delle responsabilità attraverso la modifica dell’articolo 55. Tale norma disciplina la protezione dei terzi che trattano con il trustee a titolo oneroso. Fino ad oggi, tale protezione veniva meno solo in presenza di actual notice, ovvero qualora fosse dimostrata l’effettiva conoscenza da parte del terzo della violazione dei poteri fiduciari. La nuova formulazione elimina l’aggettivo “actual”, facendo riferimento al concetto più ampio di notice.

Il passaggio dalla actual notice alla constructive notice ha implicazioni sostanziali per le procedure di compliance e gestione del rischio delle banche e degli intermediari finanziari. La protezione legale accordata al terzo, infatti, cadrà non solo se questi sapeva dell’irregolarità, ma anche qualora, in base alle circostanze concrete dell’operazione, avrebbe dovuto rendersene conto esercitando l’ordinaria diligenza professionale. Ne consegue che l’istituto finanziario non potrà più limitarsi a una verifica formale dei poteri, ma dovrà dimostrare di aver condotto un’istruttoria adeguata, capace di intercettare eventuali anomalie che un operatore accorto avrebbe dovuto rilevare.

In conclusione, la riforma del 2025 consegna al mercato un nuovo equilibrio: da un lato offre al sistema bancario la certezza granitica della priorità delle garanzie, risolvendo i timori post-Halabi; dall’altro, esige in contropartita una professionalità più elevata nell’interlocuzione con il trustee. Per i professionisti e i lender, il messaggio è chiaro: Jersey offre strumenti di garanzia più robusti, ma non ammette più l’ignoranza colpevole o la superficialità nelle verifiche di due diligence.

Paolo Gaeta

Paolo Gaeta & Associati

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