
Nel diritto della crisi d’impresa, strumenti come il trust e il vincolo di destinazione sono stati a lungo oggetto di discussione: possono davvero essere utilizzati nel concordato preventivo oppure rischiano di entrare in conflitto con i principi della disciplina concorsuale?
La giurisprudenza ha progressivamente chiarito che il punto non è tanto se questi strumenti siano ammissibili, ma come vengano utilizzati. Quando trust o negozi destinatori sono integrati nel piano concordatario e operano nell’interesse dell’intero ceto creditorio, possono diventare strumenti utili per stabilizzare l’attivo, gestire la liquidazione dei beni e rafforzare le garanzie di esecuzione del piano.
Il tema resta tuttavia delicato e richiede una valutazione caso per caso, soprattutto per evitare che tali strumenti si trasformino in meccanismi elusivi della procedura concorsuale.
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Paolo Gaeta
Chiara Pascale
Paolo Gaeta & Associati