
La normativa per l’ottenimento della cittadinanza italiana cambia: addio allo ius sanguinis “senza limiti” e spazio a criteri più selettivi basati su un legame reale con il Paese.
La riforma 2025 introduce una svolta netta, restringendo i casi di riconoscimento automatico per discendenza.
La Corte costituzionale, con un recente intervento, ha confermato la legittimità di questo nuovo impianto, chiarendo che senza un riconoscimento formale non esiste un diritto acquisito ma solo un’aspettativa.
Una decisione destinata a incidere profondamente anche sulla pianificazione patrimoniale internazionale.
Meno genealogia, più sostanza: la cittadinanza diventa qualcosa da costruire nel tempo.
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