
Nel diritto della crisi d’impresa il concordato preventivo rappresenta uno strumento fondamentale per regolare la crisi dell’impresa e evitare la liquidazione giudiziale attraverso un accordo con i creditori.
Uno dei momenti più delicati della procedura è la fase successiva all’omologa del concordato, quando il piano deve essere concretamente eseguito. In questo passaggio possono emergere incertezze sulla reale protezione dei beni destinati al soddisfacimento dei creditori, soprattutto rispetto ai creditori sorti dopo l’omologa.
Proprio in questo contesto assumono particolare rilievo gli strumenti di destinazione patrimoniale, come il negozio di destinazione e il trust liquidatorio, che possono rafforzare la stabilità del piano concordatario e garantire che i beni destinati all’esecuzione restino effettivamente vincolati allo scopo previsto.
Questi strumenti consentono infatti di stabilizzare l’attivo destinato al concordato, evitare interferenze esterne e rendere più sicura ed efficiente la fase esecutiva del piano.
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Paolo Gaeta
Chiara Pascale
Paolo Gaeta & Associati