IMPOSTE SUI REDDITI: presunzione di evasione

(COMMENTO A CASS. CIV., SEZ. VI, – 5, ORD.14.10.2022, n.30221)

 Presunzione di evasione: gli investimenti e le attività finanziarie detenute in Stati o territori a regime fiscale privilegiato, in violazione degli obblighi dichiarativi, si presumono costituite, salva la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione.

 A seguito di indagini effettuate, l’Agenzia delle Entrate aveva verificato che il contribuente, in qualità di socio di una società con sede in un Paradiso fiscale, aveva erogato un finanziamento alla predetta società e aveva successivamente percepito degli interessi;

l’Agenzia delle Entrate emetteva un avviso di accertamento per IRPEF nei confronti dell’odierno contribuente accertando l’omessa dichiarazione di redditi di capitale e interessi su finanziamento soci nel periodo d’imposta 2007 con applicazione dell’art. 12, co. 2 del D.L. n. 78/2009.

Quest’ultimo contiene una presunzione di evasione tale per cui, ai soli fini fiscali, gli investimenti e le attività finanziarie detenute in Stati o territori a regime fiscale privilegiato, in violazione degli obblighi dichiarativi, si presumono costituite, salva la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione.

Con l’ordinanza in epigrafe, la Suprema Corte si è espressa circa la retroattività della presunzione citata.

In particolare, i Giudici di legittimità hanno chiarito che la presunzione di evasione ex art. 12, co. 2 non è suscettibile di essere applicata retroattivamente agli anni di imposta antecedenti alla sua entrata in vigore (luglio 2009), stante la natura sostanziale e non procedimentale della norma.

Viceversa, hanno natura procedimentale e non sostanziale e perciò hanno efficacia retroattiva, le previsioni di cui all’art. 12, co. 2-bis e 2-ter, che raddoppiano, rispettivamente, i termini di decadenza per la notificazione degli avvisi di accertamento, basati sulla suddetta presunzione, e quelli di decadenza e di prescrizione stabiliti per la notificazione degli atti di contestazione o di irrogazione delle sanzioni per l’omessa denuncia delle disponibilità finanziarie detenute all’estero. Pertanto, queste ultime si applicano anche per i periodi d’imposta precedenti alla loro entrata in vigore (luglio 2009), quando venga in rilievo la sottrazione alla tassazione di redditi esportati in Stati o territori a regime fiscale privilegiato, indipendentemente dall’applicabilità della presunzione legale di cui all’art. 12, co. 2.