La sfida della successione di Fininvest: preservare l’impero mediatico di Silvio Berlusconi

Articolo pubblicato sulla rivista We Wealth del 23 giugno 2023

Silvio Berlusconi ha affidato alle sue volontà testamentarie il passaggio del testimone della proprietà di Fininvest, un’azienda impegnata in un mercato profondamente trasformato in questi anni di esplosione dello streaming.

We Wealth ha chiesto a Paolo Gaeta, dottore commercialista esperto in trust e pianificazione fiscale e generazionale, di approfondire le questioni legate alla successione di Berlusconi.

Silvio Berlusconi ha affidato alle sue volontà testamentarie il passaggio del testimone della proprietà di Fininvest, un’azienda impegnata in un mercato profondamente trasformato in questi anni di esplosione dello streaming.

I player internazionali hanno raggiunto dimensioni enormi; per avere un’idea, il quinto in classifica internazionale per capitalizzazione (Paramount US) ha dimensioni dieci volte superiori a quelle di MFE Olanda (ex Mediaset), mentre il primo gruppo al mondo, Comcast proprietario anche di Sky Group, è oltre tre volte più grande di Paramount.

La sfida che i discendenti di Berlusconi devono affrontare è davvero impegnativa. D’altronde, la scelta del Cavaliere è chiara da alcuni anni. Due membri della famiglia sono già da tempo interessati alle vicende manageriali del gruppo, mentre gli altri più giovani sono meno coinvolti. Ma tutti siedono al tavolo dei soci di Fininvest.

Le scelte fatte da Berlusconi sono diverse da quelle di altri grandi imprenditori
Pietro Ferrari che in vita ha trasferito in trust (con trustee il figlio e un professionista) tutte le quote del gruppo automobilistico; Dallara che già prima di Ferrari aveva fatto la stessa scelta (affidandosi come trustee a Cordusio Fiduciaria di Unicredit); Leonardo Del Vecchio, che aveva operato un passaggio del testimone della gestione aziendale già da tempo a favore di manager fidati con una blindatura della governance dell’azienda che controlla il gruppo la Delfin.

Ogni famiglia fa le sue scelte e ha i suoi equilibri, ma è interessante notare come Berlusconi non solo abbia voluto mantenere fino alla fine la proprietà di ogni suo bene immobile o partecipazione, ma ha inserito i suoi figli nella compagine societaria di Fininvest ed ha scelto la via del testamento per organizzare la struttura proprietaria che gli succederà.

La data presunta dell’apertura del testamento è prevista per lunedì 26 giugno nello studio del notaio di fiducia del Cavaliere, il dott. Arrigo Roveda. Gli interessati, ma anche i mercati e tutti gli stakeholders, si chiedono cosa succederà.

C’è da domandarsi sulla opportunità di mantenere la proprietà di un patrimonio enorme e complesso fino all’istante della morte e perché non provvedere quando si è in vita a curare il nuovo assetto proprietario voluto per gli asset di cui si è titolari. Essere presenti e lucidi al momento del passaggio del testimone è certamente meglio per la famiglia e per gli stakeholders, senza nascondere il fatto che anticiparsi dà la possibilità di correggere eventuali errori.

Il valore strategico del testamento e il patrimonio di Berlusconi
Il testamento è una soluzione perfetta quando si tratta di trasferire la proprietà di una casa, di terreni o di beni personali, ma quando si è titolari di un gruppo di imprese imponenti, il cui destino dipende da decine di migliaia di famiglie, il testamento è la scelta ideale?

Ad oggi, il patrimonio personale del Cavaliere Berlusconi è composto da meravigliosi e imponenti immobili, un numero molto elevato di opere d’arte e il 61% del capitale di Fininvest, mentre i figli Marina e Piersilvio possiedono il 7,6% ciascuno e gli altri figli, Barbara, Luigi ed Eleonora, possiedono il 21% dell’azienda tramite la holding 14, di cui ciascuno ha un terzo del capitale.

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