L’equilibrio tra privacy e informazioni fiscali dopo la sentenza sul Registro dei Titolari Effettivi

Articolo pubblicato sulla rivista Citywire Italia del 5 gennaio 2023


a cura di Paolo Gaeta, dottore commercialista a Milano e membro della International Academy of Estate e Trust Law

Questo contenzioso è destinato a avere un importante seguito sia per il futuro funzionamento del Registro antiriciclaggio, sia perché la sentenza potrà avere delle ripercussioni anche per il sistema di scambio di informazione Dac 6 e Fatca.


Bilanciare la necessità di proteggere la privacy di un individuo con la necessità di scambiare informazioni per combattere l’evasione fiscale e il riciclaggio è questione complessa, l’equilibrio tra queste contrastanti esigenze è delicato e varia nel corso degli anni.

Rigide leggi sulla privacy che limitano la raccolta e l’uso di informazioni personali convivono, ormai ovunque, con altrettanto rigide norme che consentono lo scambio di informazioni fiscali all’interno dello Stato oppure con autorità fiscali di Stati stranieri.

Per creare fiducia nei contribuenti verso questi sistemi spesso automatici di scambio di informazioni è necessario che le autorità fiscali usino metodi trasparenti in merito alla raccolta dei dati, la conservazione e il loro utilizzo. Ma questa cosa non sempre avviene, soprattutto quando i dati di cittadini europei sono affidati alle agenzie delle entrate di Stati oltre i confini della Ue, come gli Stati Uniti d’America.

In questo ambito, con un effetto dirompente, si inserisce la recente sentenza della Corte di Giustizia europea, che dichiarato illegittimi i registri contenenti i dati personali dei “titolari effettivi” di società e altre entità accessibili al pubblico, previsti dalla legge contro il riciclaggio. Secondo la Corte, questa modalità di accesso ai registri dei titolari effettivi viola il Regolamento 2016/679 che riguarda la privacy (Gdpr) e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

La sentenza ha obbligato gli Stati europei a scollegare, per adesso, ma forse anche a cancellare in futuro, i registri pubblici dei titolari effettivi.

Questo contenzioso è, però, destinato a avere un importante seguito sia per il futuro funzionamento del Registro dei Titolari Effettivi antiriciclaggio, sia perché la sentenza potrà avere delle ripercussioni anche per il sistema di scambio di informazione Dac 6 e Fatca.

Sul tema uno dei maggiori esperti europei, il prof. Filippo Noseda, che ha dato vita a questo contenzioso, ha di recente dichiarato: “i prossimi 12 mesi saranno decisivi per le varie cause attualmente dinanzi ai tribunali in Europa e nel Regno Unito, nonché in Canada, dove il 30 marzo 2022 è stato discusso un ricorso relativo al Fatca dinanzi alla Corte d’appello canadese”.

Quali saranno i riflessi di questa sentenza sui meccanismi di scambio di informazioni fiscali come Dac 6, Crs e Fatca? Che destino hanno i nostri dati quando le autorità del nostro Stato li affidano ad altri Stati che sono al di fuori della Ue?

I giudici sono intervenuti su un tema che doveva essere affrontato dagli organi della Ue, dai singoli Stati e dagli enti e ordini nazionali ben prima del giorno della sentenza.

La Carta sui Diritti dell’Uomo e il Regolamento Gdpr sono posti a tutela di principi che confliggono con una parte delle norme previste nelle Direttive Antiriciclaggio, ma probabilmente anche con le norme in base alle quali i dati fiscali di un contribuente italiano sono trasmessi alle autorità fiscali statunitensi.

Sarà interessante seguire l’evoluzione giurisprudenziale internazionale sulla privacy e come ne prenderanno atto le future direttive europee oltre che gli accordi tra autorità fiscali di Stati diversi.