L’istituto del coacervo: novità della giurisprudenza tributaria

a cura del dott. Paolo Gaeta

member of International Academy of Estate and Trust Law

 

Le donazioni fatte in vita non aumentano l’imponibile dell’imposta di successione

Con la sentenza n. 71 del 2022 la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia ha statuito che debba ritenersi implicitamente abrogato l’istituto del coacervo per l’imposta sulle successioni, mentre resta in vigore, seppur con delle eccezioni, per le donazioni.

Il coacervo è l’istituto giuridico in forza del quale – quando tra uno stesso donante e uno stesso donatario intercorre una pluralità di donazioni – occorre tener conto, nella donazione di stipula, delle donazioni precedenti, al fine di verificare se queste ultime hanno intaccato la franchigia esente (prevista a favore dei discendenti in linea retta ex art. 2, comma 49, lett. a d.l. n. 262 del 2006), ossia una delle soglie al di sotto delle quali non si paga l’imposta di donazione (art. 57 del d. lgs 346/1990, T.U. dell’imposta di successione e donazione).

Supponiamo, ad esempio, che una madre abbia donato al figlio nel 2021 un immobile del valore di 600 mila euro e nel 2022 una somma di 500 mila euro.

La prima donazione (600.000) non subisce la tassazione perché è sotto il valore di franchigia esente (1.000.000); la seconda donazione (500.000) viene assorbita dalla franchigia esente residua (per 400.000) e tassata solo sul restante 100.000.

Ogni successiva donazione fatta dalla madre al figlio sarebbe così imponibile per intero con aliquota del 4%, poiché tutta la franchigia è stata consumata.

Nel caso cui si riferisce la sentenza della Commissione Tributaria di Reggio Emilia l’Agenzia delle Entrate aveva calcolato e (ri)liquidato l’imposta (maggiore) di successione, in tal modo assoggettando ad imposizione l’importo delle precedenti donazioni eccedenti la franchigia e risultanti dalla dichiarazione di successione.
A seguito di ricorso presentato dai ricorrenti i giudici tributari, con la sentenza in esame, hanno affermato che le donazioni fatte in vita non aumentano l’imponibile
dell’imposta di successione, e non c’è, pertanto, sommatoria tra relictum e donatum.

Questo perché in passato l’istituto del coacervo – consistente nella maggiorazione del valore dell’asse ereditario netto per un importo pari al valore attuale, di tutte le donazioni fatte dal defunto agli eredi e/o legatari – era funzionale al previgente ordinamento dell’imposta di successione, caratterizzato da un sistema di aliquote progressive per scaglioni che, infatti, lo richiamava, nell’art. 8,4 comma, d.lgs. n. 348 del 1990, ai soli fini della determinazione dell’aliquota, mentre non avrebbe alcuna validità in quello vigente, caratterizzato da aliquote fisse.

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Dott. Paolo Gaeta
Member of International Academy of Estate and Trust Law

 

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