Proteggere il patrimonio: una breve guida a partire dal caso “Ferrari”

Gennaio 24, 2023

Intervista di We Wealth al dott. Paolo Gaeta

L’imprenditore che vuole utilizzare al meglio il trust deve ricorrere al supporto di consulenti esperti del settore

We Wealth ha intervistato Paolo Gaeta, dottore commercialista, per fare il punto, a partire dalla vicenda Ferrari, sugli istituti più efficaci per la protezione del patrimonio.

Come noto, Pietro Ferrari, figlio del fondatore dell’iconica e omonima casa automobilistica, ha deciso di ricorrere all’istituto del family trust per preparare la successione e tutelare il grande patrimonio e le partecipazioni societarie di cui è titolare, a beneficio dei suoi discendenti.

Ebbene, per fare il punto sulla questione, e comprendere, anche a partire da questa vicenda, quali sono le strategie e gli istituti più idonei a proteggere i propri beni, destinandoli ai propri cari, We Wealth ha intervistato Paolo Gaeta, dottore commercialista esperto in trust e passaggio generazionale.


Dott. Gaeta, sono sempre di più le “grandi famiglie” che decidono di ricorrere all’istituto del trust per proteggere il proprio patrimonio. Può dirci qualcosa in più sulla vicenda Ferrari?


Dopo l’azienda automobilistica Dallara la cui proprietà è in trust per la maggioranza delle sue azioni (trustee la società Cordusio di Unicredit), anche Pietro Lardi Ferrari, figlio del fondatore Enzo, ha deciso di affidarsi al trust per gestire la successione della proprietà del 10% delle partecipazioni della Ferrari. Il futuro di una delle aziende italiane più iconiche del mondo, il cui marchio ha fatto sognare almeno una volta miliardi di persone, è ora, dunque, affidato ad un trust familiare

Dal comunicato inviato alle autorità di controllo della Borsa di New York si legge che il trust in questione è retto dalla legge dell’isola di Jersey. Si apprende inoltre che:

 

  • i beneficiari sarebbero la figlia Antonella e i nipoti Enzo Mattioli Ferrari e Piero Galassi Ferrari
  • Enzo Mattioli Ferrari e Franco Ravanetti (consulente indipendente nell’area della finanza aziendale) sarebbero rispettivamente trustee e guardiano del trust
  • Pietro Ferrari manterrebbe il diritto di votare in assemblea con una quota del 15%
  • il pacchetto azionario affidato al trustee avrebbe un valore di circa quattro miliardi di euro. 

 

Inoltre, a valle del trasferimento al trustee delle quote della Ferrari, il trustee e Pietro Ferrari avrebbero firmato un nuovo “accordo di adesione e modifica” dell’accordo sottoscritto alla fine del 2015 con la holding che fa capo alla famiglia Agnelli (Exor) socio di maggioranza di Ferrari, con una quota di circa un quarto del capitale pari a 10 miliardi di euro.

Quali sono gli strumenti a cui è consigliabile guardare quando si ha interesse a proteggere il proprio patrimonio e destinarlo ai propri cari? Può farci una panoramica degli istituti più efficaci?


In Italia, gli strumenti per garantire la successione e la protezione del patrimonio possono essere così individuati:

 

  1. Il testamento, il quale può essere utilizzato per designare i beneficiari, nominare un tutore per i figli minorenni e un esecutore testamentario per la gestione del patrimonio.

  2. Il trust, un accordo giuridico in cui una persona (il disponente) trasferisce beni a un’altra persona (il trustee) affinché li detenga e li gestisca a beneficio di una terza parte (il beneficiario). Esistono diversi tipi di trust che possono essere utilizzati per la pianificazione della successione e la protezione patrimoniale, inclusi i trust discrezionali, irrevocabili, di scopo e trust testamentari.

  3. La procura, un documento che consente a una persona (il mandante) di nominare un’altra persona (il procuratore) affinché prenda decisioni per suo conto. Esistono diversi tipi di procure, ma restano utili per organizzare al meglio gli assetti proprietari voluti per la successione prima che il mandante passi a miglior vita.

  4. La società semplice, resta una struttura di gestione dei beni, al di fuori dall’impresa commerciale, che per la sua flessibilità e riservatezza si presta bene a regolare i rapporti successori soprattutto per i patrimoni di partecipazioni societarie.

  5. La polizza vita, strumento semplice ed efficace per proteggere investimenti destinati a beneficiari della polizza che non entra nella successione del de-cuius (essendo i beneficiari terzi a favore dei quali il contratto di polizza è stipulato e pertanto titolati ad avere le somme non in quanto eredi).

  6. La holding, spesso società di sole partecipazioni societarie il cui statuto può essere regolato utilizzando al meglio le opportunità offerte dal diritto societario nell’allocare diritti e prerogative ad alcuni soci piuttosto che altri, ma che soprattutto consente di contenere il fenomeno successorio in un ambito che non è direttamente quello delle società operative.

  7. La nuda proprietà, alla quale non si accompagna un diritto reale di godimento del bene in proprietà, ma che tipicamente si riferisce a un immobile del quale si acquisisce il diritto di usufrutto o il diritto di abitazione (quando afferisce immobili); al cessare del gravame (per esempio per rinuncia o morte dell’usufruttuario) la nuda proprietà si riunisce ricostituendo la pienezza potestativa.

 

Quali sono le evoluzioni che hanno interessato l’istituto del trust e perché questo strumento è così utilizzato da imprenditori e (ma non solo) grandi famiglie?


La panoramica degli strumenti di successione patrimoniale sta evolvendo in direzioni nuove rispetto al passato, anche grazie al fatto che in Italia il trust è uno strumento sempre più diffuso; generalmente considerato efficace, tanto dagli imprenditori che dai professionisti. Si tratta, infatti, di un istituto agile e affidabile per la gestione della proprietà soprattutto nella fase del passaggio generazionale e per la protezione del patrimonio.  

Tuttavia, l’imprenditore o il professionista che vuole utilizzare al meglio il trust al fine di raggiungere i suoi obiettivi deve affidarsi ad un trustee professionale oppure ad un trustee familiare, e ricevere supporto da consulenti esperti in grado di assisterlo in ogni fase fisiologica o patologica del rapporto.

In buona sostanza, il trust è uno strumento versatile e strategicamente efficace per raggiungere i propri obiettivi di protezione del patrimonio e di destinazione dei beni a favore dei propri cari, ma deve essere maneggiato con cura attraverso l’assistenza di consulenti esperti.

Per chiudere con una battuta finale, mi torna alla mente la frase di uno dei maggiori esperti inglesi di trust, il prof. Paul Matthews, all’epoca in cui era titolare della cattedra in diritto dei trust al King’s College di Londra: “il trust si diffonde perché è utile come una t-shirt a taglia unica”.