Settimana per Giovani Imprenditori e Family Office nella prospettiva cross – border

Centro Studi Villa Negroni – Vezia

Paolo Gaeta è docente del corso “Settimana per Giovani Imprenditori e Family Office nella prospettiva cross – border”

In Italia vi sono più di 100.000 imprese familiari (dati Cerved) e la Lombardia è la prima regione per numero di family business. Si tratta, perlopiù, di realtà di piccole dimensioni, solide e in grado di svilupparsi.
Per imprese familiari si intendono strutture in cui la “famiglia” esercita un ruolo nelle strutture di governo e di controllo aziendale.
In rapporto a quest’ultimo aspetto è possibile, peraltro, distinguere tra aziende familiari che hanno aperto a manager esterni (con una separazione tra proprietà e controllo) e quelle che, invece, mantengono all’interno della famiglia, tutti i ruoli apicali e di controllo.
Sempre secondo i dati Cerved, la presenza dei manager esterni cresce quando è maggiore la propensione dell’azienda a innovare o ad attivare processi di internazionalizzazione.
Vi è un riscontro interessante che induce a una serie di riflessioni in merito alle peculiarità tipiche delle aziende a controllo familiare: spesso, quando l’AD non appartiene al nucleo familiare, le performance in termini di redditività, cash flow e sostenibilità dei debiti non sono particolarmente brillanti.
Le ragioni potrebbero essere diverse, sempre secondo le note del Cerved:
• l’Amministratore esterno riduce l’efficienza gestionale;
• le imprese familiari non attirano manager “capaci”;
• le imprese familiari si affidano a manager esterni, quando l’azienda è in difficoltà, per cui le performance non brillanti sono, in realtà, attribuibili a gestioni familiari precedenti non efficienti.
Ne conseguono diverse riflessioni e analisi relative ai rapporti tra famiglia e azienda a controllo familiare, tra singoli membri della famiglia imprenditoriale, tra famiglia e patrimonio familiare, tra quest’ultimo e l’azienda. Tali valutazioni, oggetto di indagini da numerosi anni, sono oggi sotto la lente di ingrandimento: se, da una parte, è certificabile il fatto che le imprese familiari italiane e, in particolare quelle lombarde, hanno cercato di rinnovarsi non solo per mantenere bensì anche accrescere la propria competitività attraverso la ricerca e l’innovazione in un’ottica di qualità, dall’altro è altrettanto certo che la pandemia ha accelerato il processo di innovazione (peraltro già in atto), che assume dimensioni talvolta troppo importanti per aziende di piccole e medie dimensioni a controllo interamente familiare.
Le problematiche che si affacciano non sono solo più quelle della competitività, dello sviluppo del business fine a se stesso, della soddisfazione personale dei singoli componenti della famiglia imprenditoriale, bensì anche quelli della salvaguardia dei valori che hanno permesso all’azienda di diventare una realtà economica significativa, a fronte della necessità di diversificare il rischio in una prospettiva di sostenibilità e di etica anche nei rapporti con il territorio e da un punto di vista più strettamente sociale, dove la responsabilità e il merito assumono una valenza concreta e si realizzano tramite l’azienda stessa.
In un contesto transfrontaliero, le esigenze di queste importanti realtà possono trovare risposte anche in una piazza finanziaria ticinese in trasformazione vicina alla clientela imprenditrice.

Il Centro Studi Villa Negroni (CSVN) e il Centro di Ricerca sull’Internalizzazione delle Economie Locali (CRIEL) dell’Università dell’Insubria organizzano un corso intensivo dedicato ad alcune tematiche scelte e di attualità riguardanti il contesto del family business transfrontaliero nell’ambito del Progetto INTERREG La piazza finanziaria ticinese e l’economia del Nord Italia. Stimoli all’integrazione territoriale in ottica transfrontaliera, sulla scorta dei riscontri raccolti nel corso di alcuni webinar e del percorso formativo Servizi internazionali per il Family Business. Focus sul cliente italiano organizzato nell’ambito del medesimo progetto.