Silver Age, Mental Health e Protezione Patrimoniale: una conversazione sulle opportunità di tutela dei soggetti a rischio

Giugno 14, 2024

Introduzione – Numeri e Considerazioni

Con l’aumento della speranza di vita, la società contemporanea si trova a dover affrontare nuove sfide, in particolare la gestione della salute mentale e del patrimonio degli anziani.

Nell’Europa del 2060, un abitante su tre avrà più di 65 anni. Anche la Commissione europea ha mostrato interesse per questo tipo di economia, sottolineando che il suo potenziale di crescita è del 5% all’anno. Con i termini “Silver Age” e “Silver Economy” ci si riferisce comunemente ad attività, prodotti e servizi volti a soddisfare le esigenze degli over 65, aventi un’età che segna l’inizio di nuove abitudini e comportamenti, sia a livello sociale che di consumo.

Secondo i dati raccolti dalla Federal Reserve Statunitense, i nati tra il 1935 e il 1960 hanno una ricchezza undici volte superiore a quella dei cd. “millennial”. Tale considerazione è ovviamente legata all’aumento dell’aspettativa di vita degli ultimi decenni. Le statistiche della Banca Mondiale e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indicano che nel 2020 vivremo in media 72,5 anni – 20 in più rispetto al 1960 – e che nel 2050 la popolazione totale degli ultrasessantenni sarà raddoppiata rispetto al 2000.

Soltanto in Italia, gli over 65 sono oltre 14 milioni. Un dato destinato a crescere secondo l’Istat del 17% in dieci anni, fino a quota 16,5 milioni con un picco assoluto previsto nel 2046, superiore ai 19 milioni. Se fosse uno Stato sovrano, come evidenziato da Oxford Economics e Technopolis Group nel report realizzato per conto della Commissione Europea, la Silver Economy sarebbe la terza potenza economica mondiale, dopo Stati Uniti e Cina.

Tuttavia, come è evidente, tale stato dei fatti comporta inevitabilmente problemi di vulnerabilità legati al declino cognitivo, esponendo alcuni individui a rischi sia personali che finanziari. Oggigiorno, assistiamo a una sempre più crescente esposizione dei soggetti cosiddetti “a rischio” a possibili influenze di malintenzionati che vogliono approfittarsi della loro condizione. I media sono continuamente pervasi di notizie su persone a cui viene, di fatto fraudolentemente, sottratto il proprio patrimonio. Purtroppo, le leggi spesso impongono tempistiche lunghe per attuare le azioni a tutela necessarie una volta che il danno è stato compiuto.

È quindi cruciale predisporre strumenti di protezione preventiva che possano fornire soluzioni efficaci e rispettose di questi soggetti.

1. La crescente importanza della tutela della salute mentale nella Silver Age

Le malattie degenerative legate all’età, come la demenza e il declino cognitivo, possono deteriorare la capacità degli anziani di gestire autonomamente le loro finanze. Con l’aumento dell’aspettativa di vita, abbiamo assistito a un moltiplicarsi di strutture sanitarie e di assistenza agli anziani. Tuttavia, questa evoluzione ha anche portato alla luce vulnerabilità specifiche; nelle strutture di assistenza, per esempio, può accadere che individui malintenzionati si “accattivino” la benevolenza degli anziani, manipolandoli e spingendoli a compiere azioni dispositive del patrimonio a favore di questi soggetti. Tale vulnerabilità li espone a rischi di frode e sfruttamento economico.

È essenziale per i familiari ed i professionisti adottare un approccio proattivo nella protezione di questi individui, sviluppando strategie che anticipino e mitighino potenziali problemi.

2. Il Trust come strumento di protezione avanzata

Il Trust si presenta come una soluzione elastica ed altamente personalizzabile, particolarmente vantaggiosa per i soggetti cd. “deboli”, vulnerabili a causa del possibile deterioramento della salute mentale. Il funzionamento del Trust prevede che il patrimonio del Disponente (colui il quale necessita di tutela) venga trasferito ad un Trustee, che lo amministra nell’interesse dei beneficiari secondo le precise istruzioni fornite dal Disponente in atto istitutivo. Questa configurazione garantisce una pluralità d’interessi meritevoli di tutela:

  • il Patrimonio viene gestito in modo sicuro e conforme agli interessi familiari, proteggendolo da possibili influenze negative e decisioni finanziarie inappropriatamente indirizzate;
  • il Disponente mantiene la garanzia che il Trustee continui ad occuparsi finanziariamente dei suoi bisogni e delle sue necessità;
  • ottimizzazione del passaggio generazionale;

Nel contesto della cd. “Silver Age”, il Trust è dunque utile non solo per salvaguardare il patrimonio da potenziali abusi e proteggere il soggetto debole, ma anche per garantire un passaggio generazionale ottimizzato del patrimonio. Questo strumento permette di pianificare la successione in modo tale che gli oneri fiscali e tributari siano minimizzati, facilitando un trasferimento efficiente, senza i ritardi e le complicazioni di una successione ordinaria. Questa caratteristica è particolarmente rilevante per soggetti potenzialmente vulnerabili, per la cui tranquillità e benessere mentale è essenziale la chiarezza e la trasparenza nella gestione delle risorse.

3. Benefici psicologici e sociali del Trust

Da quanto sopra detto, emerge chiaramente che una struttura ben organizzata consente non solo di tutelare gli interessi economici della famiglia, ma contribuisce attivamente anche a preservare la salute mentale dei soggetti vulnerabili, offrendo la possibilità che il loro patrimonio venga gestito secondo le indicazioni fornite continuando a garantirne il sostegno e la cura.

L’uso del Trust allevia l’ansia dei soggetti vulnerabili riguardo alla gestione futura del loro patrimonio, fornendo tranquillità e stabilità mentale. Questo ha indirettamente anche l’effetto di ridurre le tensioni familiari legate a questioni ereditarie ed alla gestione delle risorse, permettendo ai familiari di concentrarsi sul supporto emotivo e fisico del beneficiario.

4. Considerazioni tecniche nella configurazione del Trust

La creazione di un Trust che risponda alle esigenze specifiche del Cliente, richiede un’analisi dettagliata delle necessità individuali, delle dinamiche familiari e delle proiezioni finanziarie future. È fondamentale che il professionista specializzato e la famiglia collaborino strettamente per definire un piano che risponda agli interessi da tutelare, assicurandosi che il Trustee sia un soggetto qualificato e che il Trust sia strutturato in maniera sufficientemente flessibile per adattarsi a possibili cambiamenti futuri.

La configurazione efficace di un Trust richiede non solo una solida comprensione delle leggi e delle normative, ma anche un’attenta selezione dei soggetti coinvolti e una pianificazione dettagliata delle clausole del Trust.

5. Case Study: L’efficacia del Trust nella pratica

Il nostro Studio si è recentemente occupato del caso di un cittadino italiano residente in Svizzera, per il quale il Trust è stato impiegato con successo al fine di garantire la tutela dell’assetto di interessi sopra descritto.

In particolare, nel ns. caso, il soggetto “vulnerabile” è persona ultrasettantenne ancora nel pieno delle proprie facoltà sia fisiche che mentali, residente in una struttura svizzera.

Il soggetto ha istituito un Trust regolato dalla Legge di San Marino, per scongiurare problemi futuri, possibili degenerazioni della sua salute mentale ed al fine di scoraggiare eventuali malintenzionati a compiere atti lesivi del Patrimonio familiare.

Ha pertanto creato con il ns. supporto uno strumento nominando come Trustee una Trust Company professionale e come Guardiano un familiare.  Beneficiari del Trust sono i 3 nipoti attualmente minorenni.

In atto istitutivo, si è data indicazione al Trustee affinché esso continui ad occuparsi di tutte le spese necessarie per il mantenimento del Disponente nella struttura in Svizzera e di eventuali spese mediche necessarie per il suo sostegno.

Si è poi disposto che il resto dei proventi del Patrimonio vengano accumulati in favore dei Beneficiari, salva la possibilità -per il Trustee- di disporre, con il consenso del Guardiano, erogazioni parziali delle riserve per esigenze d’istruzione o di salute dei Beneficiari.

Il tutto fino al compimento del 25 anno d’età del più piccolo dei 3 nipoti, allorquando il Trust cesserà di esistere trasferirà tutti i beni ai beneficiari.

6. Il valore del Trust nella protezione degli anziani

È evidente, in una situazione come quella appena descritta, come il Trust si riveli un’opzione preziosa per la tutela di determinate categoria di soggetti e determinati assetti d’interessi, offrendo non solo sicurezza finanziaria ma anche supporto nella gestione di un’importante quanto delicata fase della vita di un individuo.

È uno strumento che consente di rispettare la dignità e l’autonomia dei soggetti vulnerabili, assicurando che la Silver Age possa essere vissuta con serenità e senza preoccupazioni, da loro e dai loro cari.

avv. Gianmarco Pelosi

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