Trust Talks n.14 – Profili penali delle operazioni di Trust e di segregazione patrimoniale con l’avv. Andrea Soliani

Dicembre 10, 2020

Bentrovato, sono Paolo Gaeta e questo è il podcast della serie Trust Talks dello Studio Paolo Gaeta. 

Il nostro viaggio nel mondo del trust e del wealth management oggi va in una direzione interessate e poco trattata, agli aspetti del diritto penale che possono riguardare una operazione di segregazione dei benidal momento della sua dotazione alle fasi di vita del trustUn tema che richiede un approccio attento alle fasi di progettazione dei trust che coinvolge anche l’avvocato penalista. 

Ne parliamo con l’avvocato penalista Andrea Soliani, laureato alla Statale di Milano nel ’99 attualmente Presidente della Camera Penale di Milano. L’avv. Soliani è altamente specializzato nell’ambito della tutela dei professionisti e di coloro che operano in ambito di impresa, oltre che delle problematiche attinenti la pubblica amministrazione. 

Trascrizione

L’Italia ha ormai un’esperienza trentennale nell’uso dei Trust. Lo Studio Paolo Gaeta lancia la serie podcast TrustTalks con l’obiettivo di condividere con i maggiori esperti italiani e internazionali le esperienze maturate fino ad oggi e per comprendere usi e applicazioni dei trust oltre le prospettive di sviluppo del wealth management. Queste e le prossime TrustTalks le potete trovare nel sito www.studiogaeta.com.

Buongiorno, sono Paolo Gaeta e questo è il podcast della serie Trust Talks dello Studio Paolo Gaeta. Il nostro viaggio nel mondo del trust del wealth management oggi va in una direzione interessante e forse poco trattata, gli aspetti del diritto penale che possono riguardare un’operazione di segregazione dei beni dal momento della sua dotazione alle fasi di vita del trust. Un tema che richiede un approccio nuovo e attento alle fasi di progettazione dei trust che coinvolge anche l’avvocato penalista. Ne parliamo con l’avvocato penalista Andrea Soliani, laureato alla Statale di Milano del Novantanove con il massimo dei voti e dal 2019 , il presidente della Camera Penale di Milano. L’avvocato Soliani è altamente specializzato nell’ambito della tutela dei professionisti di coloro che operano in ambito di impresa, oltre che delle problematiche attinenti la pubblica amministrazione. 

Domanda

Buongiorno avvocato Soliani. Allora ci può dire quali sono le azioni che il diritto penale pone a rimedio dei casi di protezione ritenuta impropria? 

Risposta

Buongiorno a lei intanto, allora il trust è evidentemente un istituto assolutamente lecito. Il problema è che talvolta all’interno dei procedimenti penali viene ritenuto uno strumento che in qualche modo possa essere utilizzato per simulare un’alienazione dei propri beni o comunque porre un ostacolo rispetto al recupero di questi beni da parte dell’autorità giudiziaria. Nel diritto penale sostanzialmente esistono due reati che vengono contestati, mi vien da dire, in maniera anche abbastanza frequente, che sono quello di cui all’articolo 388 del codice penale che è la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice e quindi, in estrema sintesi, se un giudice che ha condannato a dare dei denari e io simulo una alienazione dei miei beni, questo costituisce un reato punito con una sanzione fino a tre anni. Esiste poi l’articolo 11 del decreto legislativo 74 del 2000, che è di fatto la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, quindi la faccio molto semplice, nel momento in cui si stia anche solo avviando o vi sia anche solo l’ipotesi dell’avviamento di un recupero di denari da parte del fisco, se svolgo un’attività simulata di alienazione dei miei beni, questo è punito con una sanzione, in questo caso che va fino ai quattro anni. Ma questi sono reati che in tante decisioni vengono commessi anche per il tramite di una costituzione di un trust. La Cassazione, diciamo le decisioni comunque dei nostri giudici, ritengono che ci sia la commissione del reato, in particolar modo quando la costituzione del trust o l’intervento sui beni contenuti all’interno del trust si verifichi in periodi prossimi rispetto a quelli della necessità di eseguire il provvedimento del giudice oppure della richiesta di adempimento da parte del fisco di determinati denari. Ulteriore strumento e questo è davvero devastante e molto frequente è quello dei sequestri preventivi, con riferimento a tutta una serie di tipologie di reato. In particolare lo vediamo con riferimento ai vari reati fiscali che esistono, quindi a quelle fattispecie per cui vi è una non corretta corresponsione di denari al fisco e vi è una sanzione penale. Ecco nell’ambito di queste tipologie di reati capita spesso di vedere bloccati i beni che siano stati intestati fiduciariamente ad altri per il tramite di un trust. Anche in questo caso la ratio di queste decisioni è quella di dire che il trust è sostanzialmente uno strumento per le caratteristiche di azione, formazione, gestione dello stesso, strutturato solo per cercare di far sì che i beni non siano nella disponibilità dell’originario proprietario, ma siano nella disponibilità del soggetto al quale sono stati affidati fiduciariamente. Il problema è che questi interventi, che appunto si innescano su un istituto lecito, sono degli interventi che determinano le conseguenze devastanti perché poi l’avvocato penalista che si trova ad accompagnare il soggetto colpito da questi sequestri ha grosse difficoltà per far si che i sequestri vengano poi revocati. Sono percorsi che diventano straordinariamente accidentati e difficoltosi. 

Domanda

Chiaro allora, proprio rispetto a questo quali sono, secondo lei, comportamenti sani da mettere in atto per le famiglie, per i dirigenti d’azienda, per le imprese e in genere coloro che hanno a che fare con le imprese, che hanno già creato delle strutture di protezione magari in momenti passati e si trovano adesso in un momento di andamento di ancora fisiologico e di esistenza della struttura con la quale essi convivono. Quali sono le attenzioni da avere durante la vita del trust? 

Risposta

Guardi, lei dice una cosa che intanto coglie già nel segno. Evidentemente i trust possono non generare i problemi di cui parlavo prima nel momento in cui siano stati costituiti in un momento in cui non vi erano problematiche o tensioni, quali quelle che ho provato a rappresentare prima. Nell’ambito della vita del trust quali sono i comportamenti sani? Quello che noi avvocati penalisti tendiamo a dire è che quando ci si rende conto che vi è il rischio che stia arrivando un provvedimento di un giudice che induca a dover pagare delle somme oppure una qualche ipotesi di accertamento di un qualche denaro dovuto al fisco, oppure un’indagine per reati tributari o per altri reati, e sono tanti quelli che prevedono anche la possibilità di confisca dei denari, ogni comportamento con cui in qualche modo ci si muova e si porti a far sì che la consistenza patrimoniale del trust diminuisca è un comportamento rischioso. E’ un comportamento rischioso perché rischia di far sì che a quel punto intervenga il pubblico ministero o il giudice comunque l’autorità giudiziaria penale per cercare di bloccare quei denari o per contestare delle ipotesi di reato. Dopodiché, naturalmente, ognuno dovrà fare i conti con una valutazione di costi e benefici, ma questo è un rischio grosso che determina poi anche delle conseguenze dolorose. Dico anche che nella mia esperienza, non è così impensabile il fatto che un depauperamento, una privazione di beni all’interno di un trust possa addirittura essere ritenuta una esigenza cautelare che porta a vedere applicati non solo sequestri, ma anche misure più restrittive della libertà. Ora io che faccio l’avvocato ritengo che un intervento di questo genere quindi privare della libertà una persona in fase cautelare prima del processo, perché si sia spogliata di determinati beni simulatamente dati nell’ottica dell’accusa un trust sia qualcosa che non è conforme rispetto ai principi del nostro ordinamento. Ma non è una cosa che mi sorprenda laddove questa si verifichi. Purtroppo sono cose che rischiano di accadere. Quindi io credo che nel momento in cui vi siano delle situazioni di tensione, perché c’è il rischio di una insorgenza di un procedimento penale, il migliore dei consigli che si possa dare sia quello di fare molta attenzione a ogni movimento all’interno del trust 

Domanda

Collegandomi a questa molta attenzione, adesso in conclusione l’ultima domanda che le faccio è quella di avere da lei un outlook insomma un’indicazione secondo la sua sensibilità. Abbiamo visto quali sono le azioni, abbiamo visto quando si possono attivare queste azioni, però, rispetto a questa materia così delicata, argomenti così delicati, particolari che possono impattare anche sulla libertà dell’individuo, quale sarebbe un comportamento sano da poter mettere in atto prima e durante la scelta di creare uno strumento che può essere un trust o qualsiasi strumento di protezione patrimoniale? Quale sarebbe un comportamento virtuoso che possa contenere la probabilità che si attivino questi rimedi di diritto penale? 

Risposta

 

Guardi, io la ringrazio per la domanda, perché in qualche modo è una domanda che tende a rendere più significativo l’intervento degli avvocati penalisti. Noi avvocati penalisti di solito arriviamo con la cassetta degli attrezzi quando ormai tutto è rotto e cerchiamo di aggiustare le cose, perché il processo è già partito e cerchiamo di trovare una soluzione perché non vi siano conseguenze rispetto a questo processo o le conseguenze siano comunque limitate. Quello che da tanti anni a questa parte cerchiamo di far si’ che arrivi anche all’opinione pubblica è un’idea diversa dell’avvocato penalista, l’avvocato penalista dovrebbe anche intervenire in una fase diciamo preventiva e quindi il consiglio che io mi sento di dare, ed è un consiglio evidentemente anche interessato, visto che il mio mestiere, è quello di relazionarsi anche con un avvocato penalista nel momento in cui si decide di andare nella direzione della costituzione di un trust o di qualche strumento di copertura. Perché? Perché l’avvocato penalista è quello che è nelle condizioni di poter spiegare se in quel particolare momento vi siano delle controindicazioni ad andare nella direzione di creare degli strumenti di copertura e quindi va fatta, diciamo, una sorta di due diligence su quella che è la complessiva vicenda che riguarda il soggetto che vuole in qualche modo coprirsi per capire se questo strumento che si va ad adottare possa invece creare maggiori problemi rispetto ai benefici ai quali si spera di poter arrivare. 

Domanda

Mi sembra assolutamente ragionevole e sano, quindi chiedere una consulenza in un momento in cui si è in una situazione ancora diciamo tra virgolette, normale, può far risparmiare tanto tempo e diciamo anche tanta energia ed evitare tanti problemi nel prosieguo quindi 

Risposta

Esattamente è così nell’esperienza di noi avvocati di veder entrare il cliente in studio che dice mi hanno notificato un atto, ho un procedimento per bancarotta a mio carico, però sapevo che la mia società sarebbe fallita. Un mese fa ho conferito tutti i miei beni in un trust, l’avvocato penalista si mette le mani nei capelli a quel punto perché il pubblico ministero, quindi il soggetto che farà le indagini e che vedrà che sono stati in qualche modo protetti con uno strumento di per sé lecito, ma in un momento di grossa criticità tutti i beni di quel signore è un pubblico ministero che partirà con un’aggressività diversa rispetto all’aggressività che avrebbe se non avesse conosciuto questa cosa. E quindi se non fosse stata fatta questa cosa. 

Chiarissimo. Grazie molto avvocato Soriani per la sua disponibilità, chiarezza e per il suo tempo. 

Grazie a voi, grazie mille 

Potete ascoltare le Trust Talks sul sito www.studiogaeta.com.

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