Trust Talks n.16 – Il Wealth Management oggi e le sue prospettive evolutive

Ben trovati nella Trust talks dello Studio Paolo Gaeta. Il nostro viaggio nel mondo del trust e del wealth mànagement oggi ci permette di incontrare il dott. Luigi Belluzzo. Dottore commercialista socio dello studio Belluzzo International Partners, appena nominato membro del consiglio europeo della Society of trust and estate practitioners.  

Luigi Belluzzo è docente presso Sda Bocconi School of Management a Milano dove insegna pianificazione patrimoniale oltre ad essere autore di varie pubblicazioni e relatore presso il Master Tributario de Il Sole 24 Ore.

 

Trascrizione

L’Italia ha ormai un’esperienza trentennale nell’uso dei Trust. Lo Studio Paolo Gaeta lancia la serie podcast TrustTalks con l’obiettivo di condividere con i maggiori esperti italiani e internazionali le esperienze maturate fino ad oggi e per comprendere usi e applicazioni dei trust oltre le prospettive di sviluppo del wealth management. Queste e le prossime TrustTalks le potete trovare nel sito www.studiogaeta.com.

 

Ben trovati nella Trust Talks dello Studio Paolo Gaeta. Il nostro viaggio nel mondo del trust e del wealth management oggi ci permette di incontrare il dottore Luigi Belluzzo, dottore commercialista, socio dello Studio Belluzzo International Partners, appena nominato membro del Consiglio Europeo della Society of Trust and Estate Practitioners, docente presso la SDA Bocconi Scuola of Management a Milano, dove insegna pianificazione patrimoniale oltre ad essere autore di varie pubblicazioni e relatore presso il Master Tributario del Sole 24 Ore. 

 

Domanda

 

E’ un piacere averti con noi oggi. Ci spieghi quando parliamo di wealth management a quali attività professionali facciamo riferimento e per quale tipologia di clienti in particolare? 

Risposta

 

Ciao Paolo, fa molto piacere anche a me. Buongiorno a tutti, allora il wealth management è una dimensione molto grande, dipende dal contesto, al nostro interno, cioè quando parliamo di servizi legali e tributari associati al wealth management, parliamo prevalentemente di una tipologia di clienti rappresentata da famiglie internazionali, da esigenze di compliance non solo tributaria e tendenzialmente dalla strutturazione dei beni e quindi dalla governance delle famiglie, che spesso sono famiglie imprenditoriali ma non necessariamente, possono essere anche sportivi, artisti e altre tipologie di questo tipo. La cosa importante, secondo me, è che oggi la mobilità degli asset e delle persone è talmente grande e movimentata che è necessario proprio andare a individuare la corretta tipologia dei clienti, nel senso che ogni cliente è un po’ una storia a sé. 

 

Domanda

 

Benissimo, ci vorresti dire per favore qual’è, nel mondo dei professionisti che curano il wealth management, l’utilità di avere una connessione internazionale che tu hai sempre curato? Ci descrivi un poco questo aspetto? 

 

Risposta

 

Sì, assolutamente. È proprio quello che dicevo prima, la mobilità delle persone, degli asset, degli investimenti è stata talmente grande negli ultimi vent’anni, e secondo me lo sarà anche dopo la pausa del covid, che necessariamente hai bisogno di avere controparti professionali a cui affidarti. La nostra scelta è stata un po’ diversa da quella generale del mercato, nel senso che ormai sul finire del primo decennio di questo secolo, per parlarti in modo storicizzato, abbiamo deciso di aprire a Londra e quindi creando un ponte tra l’Italia e l’Inghilterra che è al centro dei servizi di wealth planning e di wealth management, abbiamo capito un concetto, sviluppandolo anche in Svizzera, Singapore e attraverso corrispondenti esclusivi a Montecarlo, Lussemburgo, nelle principali piazze. Abbiamo però molti best friends anche nelle piazze dove abbiamo gli uffici perchè abbiamo imparato a lavorare ad architettura aperta. È molto importante, come dicevo prima, a calarsi sullo specifico bisogno, è molto difficile che una famiglia imprenditoriale sia uguale all’altra e quindi non per niente parliamo di soluzioni su misura o pret a porter, se preferisci. In questo senso i clienti possono scegliere a quale porta bussare e si trovano comunque sempre di fronte alla nostra professione, ma in modo integrato ed aperto anche con vari professionisti italiani o i vari professionisti stranieri che servono a quello specifico bisogno. 

 

Domanda

 

In questo periodo ci chiedono spesso come è  impattato nella nostra attività il Covid, tu te la senti di darci qualche tua sensazione rispetto a quello che è successo quest’anno? che cos’hai visto? Se hai visto dei processi di accelerazione, se hai visto delle disruption e che conseguenze hanno avuto? 

 

Risposta

 

Allora durante la prima ondata che credo abbia colto tutti di sorpresa, l’evento è stato sicuramente disruptive per usare l’inglese quindi una forte discontinuità. Devo dire che le famiglie strutturate hanno reagito meglio. Purtroppo abbiamo avuto dei casi anche molto tristi da gestire dove devo dire che la parte più complicata è stata l’impossibilità di parlare con alcuni soggetti, clienti. Quindi li si è visto cosa che da tanti anni frequentiamo Paolo, come le strutture ben pianificate è poco nella gestione dei rischi funzionassero ad esempio noi avevamo sempre ragionato anche su che cosa succede in caso di rapimento o in caso di impossibilità per dirottamento di un aereo o altro e devo dire che abbiamo usato le stesse tecniche e nelle famiglie molto strutturate questo è servito anche se non in tutte. Credo che il Covid sia da un lato una pausa nella globalizzazione e dall’altra un grande acceleratore come stiamo vedendo adesso, che purtroppo siamo nella seconda ondata, il covid appunto io ritengo che sia un grande acceleratore di tecnologie e di strumenti alla fine l’elemento umano non sarà sostituito e l’elemento umano nel nostro lavoro è assolutamente molto importante. 

 

Domanda

 

Luigi l’ultima domanda che riguarda il futuro, come sempre nei nostri podcast. Quali saranno secondo te i cambiamenti che potremmo osservare nei prossimi anni in questo settore che frequentiamo del wealth management dal lato della domanda e dell’offerta. Lo so che questa è la domanda da un miliardo di dollari, però arriva fin dove te la senti di arrivare 

 

Risposta

 

Ora ti dico quello che penso, che non è necessariamente detto che sia corretto. La domanda è assolutamente complicata nella risposta però cerchiamo di semplificare. Io credo che la compliance resterà centrale perchè fa rima con reputazione. Quindi un high-net-worth individual (HNWI) una famiglia perbene guarderanno anche con molta attenzione a chi affidano questi aspetti e chiaramente anche i piccoli medi patrimoni andranno a prendere in outsourcing servizi professionali, da persone per bene. Questo secondo me rimarrà centrale. Le famiglie imprenditoriali di ogni dimensione, ripeto, perché credo che l’Italia abbia la grande fortuna di essere basata su piccoli e medi imprenditori che sono delle grandi persone e quindi è sempre molto bello lavorare accanto a loro. Come dicevo, le famiglie imprenditoriali specializzeranno la domanda quindi avremo un’ulteriore segmentazione, un po’ quello che è successo nel private banking, se pensi a dieci anni fa il private banking era: ” ti vendo un prodotto”, oggi comincia ad essere un po’ di più wealth management. È molto complicato passare da private banking a wealth management per tornare semplice nel nostro settore io credo che le domande sui temi di governance, di passaggio generazionale pianificato bene cresceranno ancora. Il nostro settore sarà più specializzato, i clienti avranno non solo un professionista accanto, non solo un banchiere accanto ma avranno un pool di soggetti di cui si fidano e a loro volta questi soggetti di cui si fidano, andranno a prendere i migliori specialisti sul livello internazionale o a livello locale, coinvolgendo ovviamente le professioni e le banche. 

I grandi patrimoni, grandi patrimoni andranno sempre di più verso single family office esattamente come le grandi imprese, ma i medio e medio-piccoli andranno a scegliere soluzioni più flessibili, perché il single family office pretende avere dei collaboratori, dei dipendenti che si occupano del patrimonio della famiglia. Mentre i medio-piccoli andranno a selezionare i loro professionisti. Io credo che il futuro dei family office sia nelle grandi dimensioni e ci sia molto spazio invece per chi fa consulenza legale tributaria associata al wealth planning. Credo che noi, infatti, ci continueremo ad occupare di wealth planning, perché oltretutto, per concludere è anche uno dei mestieri più belli del mondo. 

 

Grazie al dottor Luigi Belluzzo per la sua disponibilità e un grande in bocca al lupo per le prossime interessantissime sfide. 

 

Grazie mille 

 

Potete ascoltare le Trust Talks sul sito www.studiogaeta.com.

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