Trust Talks n.30 – Novità nei patrimoni destinati e forme di garanzia

Settembre 15, 2021

I patrimoni destinati ad uno specifico affare della SPA sono una forma di segregazione patrimoniale inserita nel codice civile con la riforma del diritto societario nel 2003.  

Il nostro sistema giuridico da allora si è dimostrato propenso all’adozione di meccanismi segregativi per diverse finalità e periodicamente ricorre a queste soluzioni che ricordano alcuni aspetti dei trust.   

Di queste e altre interessanti novità oggi parliamo con Paola Manes, Professore ordinario di diritto privato presso l’Università di Bologna, Docente e amministratore di bologna business school, of counsel dello studio legale Cartwright Pescatore di Bologna

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L’Italia ha ormai un’esperienza trentennale nell’uso dei trust. Lo studio Paolo Gaeta lancia la serie podcast trust talks con l’obiettivo di condividere con i maggiori esperti italiani e internazionali le esperienze maturate fino ad oggi e per comprendere usi e applicazioni dei trust oltre le prospettive di sviluppo del wealth management. Queste e le prossime trust talks le potete trovare nel sito www.studiogaeta.com

I patrimoni destinati ad uno specifico affare delle società per azioni sono una forma di segregazione patrimoniale inserita nel codice civile con la riforma del diritto societario nel 2003. Il nostro sistema giuridico da allora si è dimostrato propenso all’adozione di meccanismi segregativi per finalità diverse e periodicamente ricorre a queste soluzioni che riguardano alcuni aspetti dei trust. Di queste e altre interessanti novità oggi parliamo con Paola Manes professore ordinario di Diritto Privato presso l’Università di Bologna docente e amministratore della Bologna Business School e Counsel dello studio legale Cartwright Pescatore di Bologna.

Domanda: 

Buongiorno Paola grazie di essere di nuovo qui con noi oggi, si parla recentemente di nuovo di patrimoni destinati a distanza di anni dalla riforma del diritto societario del 2003. Quali sono le novità?

Risposta:

Se ne parla molto perché di nuovo il decreto rilancio con la misura destinata al sostegno delle imprese in una fase post pandemica lanciata da Cassa Depositi e Prestiti e ritagliata sulle società italiane di medie e grandi dimensioni, che devono avere un fatturato sopra i 50 milioni di euro, riprende uno strumento che in realtà è già nel nostro codice civile perché a ridosso della riforma societaria che ha innovato introducendo questa novella nel 2003, ricordo bene perché il mio maestro il professor Galgano era impegnato nella riforma in quel periodo, si volle fortemente innovare il sistema cercando di allinearlo alle forme più attuali moderne e competitive di investimenti che coinvolgano i soggetti in uno specifico affare dell’impresa lasciando indenne la sua partecipazione rispetto all’andamento anche eventualmente negativo della società in generale. Secondo motivo per cui si volle fortemente questa innovazione, sempre coerente con l’evoluzione e la modernizzazione del sistema della garanzia patrimoniale, fu quello di consentire forme di specializzazione della garanzia patrimoniale e quindi facendo sì che l’investimento che un soggetto compie possa poi essere prioritariamente destinato al soddisfacimento di coloro che hanno investito nel patrimonio finanziamento destinato, c’è un articolato di norme che inizia con gli articoli 2447 bis fino al decies del codice civile che risalgono appunto alla riforma del diritto societario, un articolato molto ricco che consente queste due declinazioni possibili del patrimonio destinato. Una forma cosiddetta statica e una forma dinamica o finanziaria, la prima forma è l’investimento che alternativamente rispetto all’ingresso nel capitale sociale di una socialist esistente o di una newco un soggetto voglia fare per investire ripeto in società in modo che il suo investimento risulti così come dire protetto, isolato rispetto all’andamento della restante attività d’impresa. Pensiamo per esempio, questo era nella mente del legislatore dell’epoca, l’investimento sul nuovo mercato di cui non si conoscono perfettamente le evoluzioni tendenziali, l’investimento in nuovi prodotti una nuova linea all’interno della società e che l’investitore voglia proteggersi senza invece allargare la propria area di rischio all’andamento generale della società. La seconda finalità ripeto quella appunto della declinazione finanziaria è invece elettivamente destinata a quei contratti stipulati tra la società e soggetti anche terzi per finanziare specifici affari e qui il rimborso è destinato prioritariamente a coloro che hanno investito nel patrimonio destinato di natura finanziaria, i quali proventi sono essi stessi segregati e quindi si forma una garanzia specifica effettivamente ed elettivamente destinata a soddisfare solo quella classe di creditori. Questo è in linea ripeto con quelle forme di specializzazione della garanzia patrimoniale a cui il nostro sistema tende da molti anni in coerenza con l’evoluzione degli ordinamenti più efficienti su questo terreno

Domanda:

Di recente abbiamo letto di interessanti forme di garanzia patrimoniale in particolare mi riferisco al recente registro dei pegni la cui norma è stata pubblicata il 10 agosto del 2021. È davvero uno strumento accattivante per il creditore al quale questi soggetti devono prestare attenzione all’analisi.

Risposta:

Sì diciamo che l’evoluzione nelle forme di garanzia specifica e quindi una garanzia ritagliata specificamente per proteggere e garantire una classe di creditori ha avuto un’accelerazione con l’introduzione di una forma di garanzia flottante impegno non possessorio appunto è stato pubblicato il 10 agosto del 2021, con decreto del Mef, il regolamento concernente il registro dei beni immobiliari non possessori e quindi diventa per gli imprenditori più facile accedere al credito perché come garanzia si può utilizzare un bene mobile superando quel limite che tradizionalmente nel nostro sistema era ritenuto una declinazione, un predicato indefettibile del pegno, la tradizio quindi la consegna perché appunto il pegno è un contratto reale quindi necessita della consegna invece si supera questo elemento e quindi il bene mobile può continuare a restare in possesso di colui che beneficia della garanzia, dell’imprenditore che può continuare ad usufruirne quindi queste forme di graduazione di garanzia patrimoniale, di garanzia flottante eravamo già abituati con impegno rotativo quindi con le garanzie rotative segnalano un’esigenza del sistema che finalmente l’ordinamento italiano persegue nelle sue forme più raffinate e più evolute, quindi salutiamo con grande favore questo strumento che assomiglia appunto nella funzione realizzata a quelle forme di protezione patrimoniale quindi di garanzia specifica, quindi di fondi segregati. Il trust è elettivamente in funzione di garanzia uno strumento che serve appunto a questa funzione e quindi il nostro ordinamento così si allinea alle forme più evolute di garanzia specifica a tutela dei creditori e consente così di fornire liquidità in modo più semplice agevole proprio superando il limite dello spossestamento del bene che rimane nella disponibilità dell’imprenditore

Domanda:

Paola un’ultima domanda che in genere per noi è una domanda che contiene anche una richiesta di previsione, di quello che potrà essere oppure di quello che dovrebbe essere in base agli elementi che ci hai raccontato e faccio riferimento al discorso della parità di genere perché vorrei che tu ci spiegassi cosa c’entrano i patrimoni destinati con la parità di genere.

Risposta:

Sì questa è una domanda la cui risposta mi sta particolarmente a cuore e devo dire che mi riconosco interamente nella coraggiosa proposta Bariatti Bonomo che ha suggerito di utilizzare lo strumento lanciato appunto dalla innovazione del patrimonio destinato di Cassa Depositi e Prestiti ripeto fondi fino a 44 miliardi da investire in società italiane medie e grandi con fatturato sopra 50 milioni in difficoltà a causa della pandemia. La proposta Bariatti Bonomo sfrutta questo strumento per compiere un passo significativo verso l’effettiva parità di genere e quindi il superamento del gap di genere nelle aziende e suggerisce anche per perseguire effettivamente ciò che le Nazioni Unite ci segnalano come il ritardo endemico dell’Italia, gli obiettivi di sviluppo sostenibile prevedono all’obiettivo 5 che l’uguaglianza dei diritti a tutti i livelli di partecipazione la parità di opportunità nello sviluppo economico siano effettivamente perseguiti dal sistema Italia che è rispetto ai paesi più evoluti indietro rispetto al perseguimento di questo target e le Nazioni Unite segnalano, ma lo sappiamo da come si muove il mercato che queste sono ormai una leva molto importante per attrarre gli investimenti internazionali. Abbiamo visto che i fondi si muovono elettivamente prioritariamente dove vedono che il gender gap è rispettato. Per permettere effettivamente che le società riducano il gender gap e quindi per rispettare l’equilibrio di genere negli organi di amministrazione e di controllo anche di società non quotate, il patrimonio stimato per tutta la durata dell’investimento consente di sfruttare queste risorse per dare sostegno alla parità di genere. Questo è dall’11 marzo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel primo decreto attuativo, espressamente previsto agli articoli 14 e 21 che consentono di utilizzare il patrimonio destinato perché la società assuma impegni specifici in materia di riduzione della disparità di genere nel sistema retributivo e nella parità di trattamento tra generi all’interno dell’intera organizzazione aziendale. L’articolo 14.7 dice proprio che il patrimonio destinato possa includere tra l’altro specifiche dichiarazioni e impegni dell’impresa a beneficiare e dei soci di controllo per l’intera durata fino alla cessazione dell’intervento del patrimonio destinato inclusi impegni in materia di riduzione delle disparità di genere nel sistema retributivo e all’articolo 21 i contratti che disciplinano l’intervento al patrimonio destinato possono prevedere specifiche dichiarazioni impegni dell’impresa beneficiaria e dei soci di controllo in materia di riduzione della parità di genere.

Mi sembra una proposta non solo interessante ma molto coraggiosa e soprattutto operativamente fattiva e da poter utilizzare immediatamente, è una grande occasione che le nostre imprese hanno ed è stata una grande opportunità suggerita dalle colleghe. Credo che ci siano tutti i presupposti per far sì che il sistema Italia possa con questo strumento effettivamente allinearsi con i paesi più evoluti nel perseguimento dell’obiettivo cinque tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile che le Nazioni Unite ci impongono di attuare al più presto.

Mi sembra un argomento estremamente interessante, davvero strategico per il futuro non soltanto delle imprese ma anche probabilmente di un nostro modello di società e cercheremo di prestare particolare attenzione a come si svilupperà poi dopo praticamente questa norma quindi grazie davvero alla professoressa Paola Manes per il tempo che oggi ci ha dedicato e per le interessanti prospettive innovative che ci ha dato con la sua partecipazione preziosa. Grazie ancora Paola.

Grazie a voi arrivederci.

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