Trust Talks n. 35 – Novità su RW e Beneficiari di Trust

Bentrovati sono Paolo Gaeta e questo è il podcast della serie Tax Talks per il quale è oggi con noi l’avvocato Antonio Longo avvocato dello studio internazionale DLA Piper esperto di diritto tributario e membro del Consiglio Direttivo di STEP Italia.  

Con l’avv. Longo parleremo di compilazione del quadro della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche sul monitoraggio fiscale, il quadro RW, per i beneficiari di trust non residenti, un tema a cavallo tra fiscalità, diritto valutario e antiriciclaggio, di recente oggetto della bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate sul trust, ma anche di un interpello, il 693/2021 che è intervenuto sulla eventuale possibilità di evitare la compilazione del quadro RW in caso di presenza di una società fiduciaria. 

Trascrizione

L’Italia ha ormai un’esperienza trentennale nell’uso dei trust. Lo studio Paolo Gaeta lancia la serie podcast trust talks con l’obiettivo di condividere con i maggiori esperti italiani e internazionali le esperienze maturate fino ad oggi e per comprendere usi e applicazioni dei trust oltre le prospettive di sviluppo del Wealth management. Queste e le prossime trust talks le potete trovare nel sito www.studiogaeta.com

Ben trovati sono Paolo Gaeta e questo è il podcast della serie tax talks per il quale con noi oggi l’avvocato Antonio Longo dello studio internazionale D.L.A. Piper esperto di diritto tributario e membro del consiglio direttivo di STEP Italia. Con l’avvocato Longo parleremo di compilazione del quadro della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche sul monitoraggio fiscale, il quadro RW per i beneficiari di trust non residenti. Un tema a cavallo tra fiscalità, diritto valutario e Antiriciclaggio di recente oggetto della bozza di circolare dell’ Agenzia delle Entrate sul trust ma anche di un interpello il 693/2021 che è intervenuto sull’eventuale possibilità di evitare la compilazione del quadro RW per i beneficiari in caso di presenza di una società fiduciaria.

Domanda:

 Grazie Antonio per essere qui con noi oggi il tema che affrontiamo è tecnico ma interessa una platea di soggetti residenti in Italia ampia e spesso in seria difficoltà nel comprendere se e cosa rendere oggetto della loro dichiarazione di monitoraggio fiscale quella che è conosciuta come il quadro RW. Ma andiamo con ordine. Che relazione esiste tra beneficiario di un trust e il quadro della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche RW.

Risposta:

 Grazie Paolo intanto per avermi di nuovo invitato, dunque il tema si pone principalmente perché negli anni si è creata una stratificazione, un rapporto tra la normativa sul monitoraggio fiscale prevista dall’articolo 177/90 dal decreto legge 167 del 90 articolo 4 e seguenti che in realtà nasceva come normativa di stampo valutario se così possiamo definirla e la normativa antiriciclaggio. Tant’è vero che l’attuale formulazione della norma sul monitoraggio fiscale quindi impone a una serie di soggetti di compilare il quadro RW della propria dichiarazione dei redditi per indicare gli asset all’estero oggi fa espressamente richiamo alla normativa antiriciclaggio e questo diciamo a seguito della riforma del 2007 che appunto è intervenuta proprio sull’articolo 4 del decreto 167 che impone di tenere in considerazione tra i soggetti che devono compilare il quadro RW anche coloro i quali pur non essendo possessori diretti degli investimenti e delle attività estere siano i titolari effettivi, proprio ai sensi della normativa antiriciclaggio in particolare di due norme specifiche che sono qui richiamate, quindi il rapporto oggi è un rapporto tra due normative diverse con finalità anche molto diverse che però in un’ottica definitoria vengono richiamate l’una dall’altra e questo crea come vedremo una serie di elementi di criticità o comunque dei profili interpretativi complessi soprattutto nel caso di beneficiari residenti in Italia di trust opachi residenti all’estero.

Domanda:

 E’ chiarissimo. A proposito di questo Antonio sappiamo che la nostra estate è stata accompagnata dalla bozza della circolare sul trust, dico la nostra estate di noi che ci occupiamo di questa materia, la bozza di circolare del trust dell’agosto del 2021 si è espressa anche in merito agli obblighi di compilazione del quadro RW come dicevamo per i beneficiari residenti in Italia di trust non residenti. Quali sono secondo te gli spunti di questa bozza di circolare. Si riesce a comprendere meglio la definizione del perimetro di applicazione della normativa che abbiamo visto che è una normativa sia di diritto valutario sia di diritto fiscale, tributario che antiriclaggio che è quella che serve a individuare i soggetti che devono dichiarare allo stato italiano di essere titolari effettivi di un patrimonio che si trova all’estero?

Risposta:

 Sì, sostanzialmente il messaggio che è arrivato dall’Agenzia delle Entrate in questa bozza di circolare dell’11 agosto, la cui fase di consultazione si è conclusa il 30 settembre, è di un ampliamento della platea dei soggetti tenuti ad assolvere gli obblighi di monitoraggio fiscale. Con particolare riferimento al trust, questo da un lato è comprensibile perché il richiamo normativo, che adesso non cito testualmente perché sarebbe quasi inutile, fa in modo che scompaia quello che era il precedente criterio della partecipazione superiore al 25% al patrimonio del trust o comunque una percentuale di controllo pari o superiore al 25% dell’entità giuridica e questo è comprensibile, è una naturale conseguenza del nuovo rimando normativo. Quello che invece lascia più perplessi è questo sconfinamento che secondo l’Agenzia appunto è la nuova interpretazione della norma secondo cui semplicemente per legge nella definizione di titolare effettivo può rientrare anche il beneficiario residente in Italia di un trust opaco residente all’estero ancorché si tratti per esempio di un trust discrezionale quindi dove il trustee ha il potere di decidere se, quando e in che misura eventualmente attribuire quote del patrimonio o redditi al beneficiario italiano ma addirittura nel caso in cui il beneficiario non sia individuato secondo quella che è la definizione data dalla stessa Agenzia delle Entrate o anche nel caso in cui ci sia una categoria di beneficiari che può essere variabile, dice l’Agenzia, ad esempio la categoria dei discendenti in linea retta. Ecco che se questa categoria ancorché appunto variabile però è perfettamente individuabile, la circolare dell’11 agosto usa questa locuzione, i beneficiari siano perfettamente individuati ecco che allora anche su questa tipologia di beneficiari ricade l’obbligo di monitoraggio fiscale. Quindi c’è un ampliamento che a tratti sembra giustificato o comunque poco coerente con l’impostazione della normativa sul monitoraggio fiscale e anche con il richiamo alla stessa nozione di titolare effettivo, perché se è vero che l’articolo 4 del decreto legge 167 del 90 oggi richiama le previsioni del decreto legislativo 231 del 2007 è anche vero che da un lato non si fa riferimento all’articolo 25 e quindi tecnicamente alla norma della normativa antiriciclaggio che parla di trust ma si fa invece riferimento all’articolo 20 che è composto da una serie di commi secondo cui la rilevanza dovrebbe essere attribuita non tanto al comma 4 ma al comma 1 cioè al fatto che la persona fisica, in questo caso il beneficiario del trust, abbia una relazione diretta, una situazione di finanza, uso questo termine tecnico, al fondo in trust. Quindi vedremo quale sarà poi l’esito finale della consultazione perché a fronte di questo chiarimento che appunto sembrerebbe estendere la platea dei soggetti tenuti a compilare il quadro RW, associazioni di categoria tra cui STEP o comunque molti studi professionali e colleghi si sono espressi con delle osservazioni critiche. Lascia un pò perplessi il fatto che a consultazione conclusa, ma di questo so che ne parleremo tra un attimo, in realtà qualche giorno dopo l’8 di ottobre è stata pubblicata una risposta interpello che verte sullo stesso tema e che in realtà sembra dare per assodata la conclusione della bozza di circolare che invece per le ragioni che sinteticamente ho spiegato può essere soggetta invece a dei rilievi critici.

Domanda:

Quindi sembra che la tendenza sia quella di estendere sempre di più l’ambito di applicazione di queste normative che prevedono la comunicazione da parte del contribuente e del cittadino italiano di quali sono le sostanze che sono all’estero e spettano al contribuente e al cittadino che in futuro potrà e potrebbe entrare nel possesso di quelle somme, quindi la titolarità effettiva che è qualcosa che viveva soltanto nella normativa antiriciclaggio e che quindi era una posizione definita secondo i parametri della normativa antiriciclaggio volutamente flessibili, fatta proprio per riuscire a dare quella flessibilità interpretativa all’operatore che gli consentiva di non dover essere chiuso all’interno di caselle, quella flessibilità portata nel mondo tributario espone un rischio quindi perché è davvero complicato a volte comprendere se un cittadino è soggetto o non soggetto all’obbligo antiriciclaggio, alcune volte questo adempimento viene fatto perché si dice meglio farlo che non farlo però dopo innesca una serie di conseguenze che possono essere anche di carattere tributario perché poi l’Agenzia delle Entrate una volta che viene in possesso di queste informazioni cerca di utilizzarle per comprendere qual’è la motivazione per cui è stata fatta quella dichiarazione e quali sono i nessi e le relazioni tra il soggetto beneficiario italiano residente in Italia di un trust estero e perché appunto è stato adempiuto quell’obbligo. Però in un contesto del genere, secondo te, il fatto di sfilacciare la norma e stressarla tanto da portarla all’interno di ambiti di applicazione che sono veramente indefiniti, perché sappiamo che talvolta si parla di beneficiari consapevoli dell’essere beneficiari, quindi abbiamo sentito alcune volte dire che è obbligato a fare il quadro RW il beneficiario che sia consapevole del fatto di essere beneficiario. Questo desiderio di sommare una quantità di informazioni esagerate non può andare addirittura contro l’interesse dell’Agenzia delle Entrate che si ritrova a dover avere una quantità di dati “sporca” diciamo così, se si può utilizzare questo termine, dal quale andare a fare una scrematura ma distrae dal controllo perché sembra di capire da quello che tu dici che nell’ambito del quadro RW ci vanno a ricadere pure soggetti che sono soltanto potenzialmente interessati a diventare titolari di un patrimonio magari dopo 30 anni.

Risposta:

Sì, questa non è la mia interpretazione ma è l’interpretazione dell’Agenzia. Sembrerebbe che sia questo l’approdo interpretativo a cui l’Agenzia è giunta o giungerà nella circolare definitiva. Sulla consapevolezza, anche qui l’Agenzia ci dà un indizio, dice che nel caso di beneficiario residente di trust opaco che fosse destinatario di una distribuzione da parte dello stesso trust, questa circostanza farebbe presumere la conoscenza, la consapevolezza da parte del beneficiario della sua posizione nei confronti del trust. Non è chiaro se però l’obbligo di compilazione del quadro RW decorra solo da quel momento oppure ci sia anche per il periodo precedente. Per il periodo precedente potrebbero esserci una serie di casi in cui anche volendo assolvere questo obbligo il beneficiario non abbia gli strumenti per farlo quindi se ci sono dei casi, come tu ben sai Paolo, il cui beneficiario potrebbe non sapere di essere beneficiario, potrebbe non avere la minima idea di che cosa sia un trust né del fatto che magari i suoi genitori qualche anno addietro abbiano deciso di costituire un trust nel suo interesse. Ecco che anche l’eventuale ipotetico trattamento sanzionatorio per un beneficiario di questo tipo oggettivamente sarebbe un pò difficile da ottenere e si presterebbe a delle critiche proprio in virtù anche delle norme previste dallo Statuto del contribuente e in generale da discriminanti in caso di applicazione di sanzioni amministrative. Peraltro richiederebbero secondo questo approccio degli obblighi di comunicazione in capo al trustee estero che secondo l’Agenzia dovrebbe essere il soggetto che in qualche modo comunica, individua i titolari effettivi degli investimenti delle attività detenute all’estero e comunica ai titolari effettivi, quindi in ipotesi i beneficiari, i dati per la compilazione del quadro RW, ecco che anche questo è come dire un obbligo che da un lato sicuramente non può essere imposto ad un intermediario, ad un ente e ad una struttura come una trust company professionale estera che potrebbe a questo punto essere lei inconsapevole dell’esistenza di una circolare o pur essendone consapevole potrebbe ritenersi non vincolata da una circolare dell’Agenzia delle Entrate italiana. Quindi ci sono una serie di questioni interpretative non di poco momento che faranno riflettere. L’ultimo punto è che c’è questa bulimia di informazioni che il Fisco potrebbe gestire e che sicuramente va fatta menzione degli obblighi CRS che in qualche modo si sovrappongono rispetto ad un adempimento di questo tipo, e più in generale se vogliamo al quadro RW, ma più nello specifico la normativa sul Common Reporting Standard, quando si fa riferimento agli obblighi di comunicazione relativi ai trust, intanto si fa riferimento solo ai trust che costituiscono istituzioni finanziarie, secondo la definizione del Common Reporting Standard, ma poi quando si va a vedere chi la normativa individua come soggetto coinvolto nell’ambito dello scambio informazione ecco che si individuano i beneficiari cosiddetti obbligatori, definiti così dalla normativa, vale a dire i beneficiari che hanno diritto di ricevere dal Trust una distribuzione obbligatoria. Al contrario gli obblighi di comunicazione per i cosiddetti beneficiari discrezionali quindi sono titolari di una mera aspettativa ad ottenere una distribuzione a discrezione del trustee e potranno venire in rilievo solo nel caso in cui il trustee decidesse di distribuire qualcosa nei loro confronti. Quindi ci sono una serie di elementi che appunto ci hanno tenuto impegnati nelle ultime settimane e che sono poi stati oggetto anche di suggerimenti e delle osservazioni del mondo professionale e le associazioni di categoria hanno voluto inviare all’Agenzia. Adesso bisognerà capire nella versione ufficiale della circolare quale sarà poi il taglio definitivo che l’Agenzia intende prendere.

Domanda:

Hai fatto una citazione prima interessante a questa risposta interpello, è la 693 del 2021, dove si parla di un caso un pò particolare. In conclusione ce lo vuoi raccontare così commenti anche questa soluzione interpretativa che in qualche modo la ricollegavi anche alla circolare quindi sembra che non sia più tanto in bozza la circolare.

Risposta:

Sì, in effetti è proprio così, il caso è molto semplice c’è un Disponente, il quale ha intenzione, in realtà questo sembrerebbe emergere dalla risposta interpello, di costituire un trust estero che lui definisce opaco e discrezionale quindi con le caratteristiche a cui prima abbiamo accennato. I beneficiari del trust sarebbero i discendenti in linea retta e quindi sono una categoria ampia se vogliamo nello specifico in concreto figli minori del Disponente e la richiesta che l’istante inoltra all’Agenzia ha due punti principali, il primo è un punto preliminare se ci sia o meno un obbligo per i beneficiari e il secondo, ove quest’obbligo ci fosse, se è possibile utilizzare lo schema giuridico del mandato unitario senza intestazione, quindi il conferimento di mandato a una società fiduciaria, in relazione alla posizione del beneficiario, se questo appunto possa o meno evitare l’obbligo incombente in capo al beneficiario di compilare il quadro RW. Il primo dei due punti, che poi è il punto preliminare, in realtà è esattamente l’oggetto del chiarimento generalizzato della bozza di circolare e la tempistica non è irrilevante perché la bozza di circolare è stata emanata l’11 agosto, la fase di consultazione pubblica con l’invio delle osservazioni si è conclusa il 30 settembre, non c’è stata quindi ancora una versione definitiva di circolare però l’8 ottobre, quindi qualche giorno dopo, c’è stata questa risposta interpello che in realtà, prendendo molti concetti emersi dalla bozza di circolare, conclude dicendo che appunto i beneficiari ancorché individuati in maniera se vogliamo generica e per categoria più che individualmente devono assolvere all’obbligo di monitoraggio fiscale. Quindi sostanzialmente sembrerebbe che l’impostazione dell’Agenzia, che sarà pure confinata a questo caso specifico però in qualche modo anticipa a mio avviso le conclusioni che saranno poi definitive nella circolare, va verso quella estensione dell’obbligo di cui si parlava prima e quindi poi in virtù del fatto che si ritiene sussistente l’obbligo di monitoraggio fiscale, quindi la compilazione del quadro RW, l’agenzia risponde anche alla seconda domanda che è quella relativa al fatto che l’eventuale conferimento di un mandato fiduciario in relazione alla posizione del beneficiario attraverso cui possano essere canalizzati i flussi di reddito derivanti dal trust ed oneri oppure no il beneficiario stesso dall’obbligo di monitoraggio. E qui l’Agenzia risponde negativamente a questa domanda perché, in virtù dell’interpretazione delle norme di esonero ma anche dei vari chiarimenti di prassi intervenuti in precedenza, oltre all’incarico di gestire nel caso specifico la posizione beneficiaria affinché il beneficiario italiano sia esonerato dall’obbligo di RW ci deve anche essere l’ulteriore condizione che la fiduciaria debba applicare un’imposta sostitutiva o una ritenuta con riferimento ai redditi eventualmente derivanti dal trust. Questo non è il caso perché al momento non sono previste forme di imposizione alla fonte di questo tipo sui redditi derivanti dal trust e quindi l’Agenzia conclude negativamente dicendo che anche l’eventuale intervento di una fiduciaria non esonera direttamente il beneficiario italiano dall’obbligo di monitoraggio fiscale quindi anche qui un’interpretazione che poi introduce un ulteriore adempimento in capo al beneficiario.

Speriamo di aver dato qualche indicazione utile per far comprendere come interpretare queste norme che in qualche modo abbiamo un pò criticato, abbiamo definito l’interpretazione di queste norme come migliorabile. Però auguriamoci che possa essere utile per chi si trova nella condizione di dover decidere se compilare il quadro RW oppure no, però mi sento di poter dire che il tema deve essere affrontato con grande attenzione e con la consapevolezza che l’ambito di applicazione della norma di cui stiamo discutendo ai beneficiari è sempre più ampio quindi ci vuole molta prudenza nella valutazione che bisogna fare nel momento in cui si deve consigliare un beneficiario.

Si, sono perfettamente d’accordo, siamo in una fase fluida per le ragioni che si spiegavano prima. Sappiamo che la tendenza dell’Agenzia delle Entrate è verso questo approccio estensivo. Quindi occorrerà poi capire oltre agli aspetti menzionati da quando questo approccio estensivo eventualmente dovesse applicarsi e quindi con il proprio consulente di fiducia fare un’analisi molto puntuale e valutare tutti gli aspetti che ruotano attorno a questa questione.

Grazie molto Antonio del tuo tempo che oggi ci hai voluto dedicare, davvero grazie di questa approfondita analisi anche molto tecnica.

Grazie Paolo, grazie a te e a presto.

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