Trust Talks n.8 – Strategie di rafforzamento delle PMI familiari italiane con il dott. Raffaele Petrone

Sono Paolo Gaeta e questa è una puntata speciale del nostro podcast che si occupa di wealth management, parleremo infatti di quanto le family business italiane siano preparate ad affrontare i cambiamenti radicali e di quali siano le aree di intervento prioritarie per rafforzare le aziende di famiglia. 

Ne parliamo con un imprenditore innovativo, resiliente e con un commitment assoluto nella realizzazione dei suoi progetti, il dott. Raffaele Petrone.  

Classe ‘65 laureato in farmacia all’Università di Napoli Federico II ha ricoperto una quantità importante di incarichi societari per lo più in aziende del mondo pharma, ma ciò non gli ha impedito di maturare una conoscenza del mondo della finanza non comune.

Oggi è Presidente del CdA di 1000 Farmacie, una innovativa start up di servizi online alle farmacie, presidente di HealthTriage società di intelligenza artificiale applicata alla medicina di precisione, per alcuni anni CEO della multinazionale Relief Therapeutics quotata alla borsa svizzera e oggi è azionista e Presidente della società Pierrel quotata alla Borsa Italiana, siede in numerosi altri consigli di amministrazione di società del settore biotech e che orbitano intorno al mondo del pharma. 

Trascrizione:

L’Italia ha ormai un’esperienza trentennale nell’uso dei Trust. Lo Studio Paolo Gaeta lancia la serie podcast TrustTalks con l’obiettivo di condividere con i maggiori esperti italiani e internazionali le esperienze maturate fino ad oggi e per comprendere usi e applicazioni dei trust oltre le prospettive di sviluppo del wealth management. Queste e le prossime TrustTalks le potete trovare nel sito www.studiogaeta.com.

 

Sono Paolo Gaeta e questa è una puntata speciale del nostro podcast che si occupa di Wealth Management. Parleremo infatti di quanto le Family Business italiane siano preparate ad affrontare i cambiamenti radicali e di quali siano le aree di intervento prioritarie per rafforzare le aziende di famiglia. Ne parliamo con un imprenditore innovativo, resiliente, con un commitment assoluto nella realizzazione dei suoi progetti. Il Dottore Raffaele Petrone, classe 65, laureato in farmacia all’Università di Napoli Federico II, ha ricoperto una quantità importante di incarichi societari, perlopiù in azienda del mondo pharma, ma ciò non gli ha impedito di maturare una conoscenza del mondo della finanza non comune. Oggi è presidente del CdA di “Mille Farmacie”, un’innovativa startup di servizi online alle farmacie, Presidente di “Health Triage”, società di intelligenza artificiale applicata alla medicina di precisione, per anni è stato CEO della multinazionale “Relief Therapeutics”, quotata alla Borsa svizzera, e oggi è azionista e presidente della società “Pierrel” quotata alla Borsa italiana sia dei numerosi altri consigli di amministrazione di società biotech e che orbitano intorno al mondo del Pharma.

 

Domanda:

 

Dottore Petrone, è davvero un piacere poterla avere con noi oggi, lei ha veramente un curriculum ricco di diverse esperienze, soprattutto di imprese di famiglie, ma anche in aziende quotate alla Borsa italiana come Pierrel di cui è presidente. Quali sono secondo lei i punti di forza e i punti di debolezza delle Family Business in questo 2020?

 

Risposta:

 

Dottore Gaeta come prima cosa la ringrazio per avermi telefonato e per questa opportunità, io sono amministratore delegato dell’azienda di famiglia e ricopro il ruolo di presidente nella Pierrel che è quotata in borsa. Per rispondere direttamente alla sua domanda le direi che il punto di forza dell’azienda di famiglia, specialmente in un momento come questo, è quello di una catena estremamente corta nella decisione. Le aziende di famiglia sono famose, penso un po’ in tutto il mondo, per scavalcare determinati lungaggini burocratiche e amministrative e di andare diciamo, raid to the point, direttamente al punto che in questo momento di pandemia, in questo momento principalmente di un mondo estremamente tumultuoso, con regole e problematiche che cambiano tutti i giorni, probabilmente avere una execution delle idee estremamente rapida e veloce è particolarmente favorevole nel family business. Quello che invece penso che il family business o le aziende di famiglia ha detto in italiano possono avere problematiche è proprio invece sull’altro parametro ciò sulla execution, rapidità di decision maker importante execution sicuramente molto, molto lento.

 

Domanda:

 

Le aziende di famiglia e quelle quotate sono secondo lei parte di un unico sistema di valori che sono rappresentati nei due modelli in modo diverso oppure condividono spazi di mercato, però restano geneticamente diverse, come due motori con regole di funzionamento che non sono le stesse?

 

Risposta:

 

Questa e una domanda estremamente interessante, io che gestisco appunto due aziende completamente diverse, anche per dimensioni, ritengo che le regole e il mercato entrambe le aziende non lo possono cambiare, ma ne sono chiaramente in un certo senso schiave perché il mercato lo fanno tutte le aziende insieme e perciò le aziende o familiari o quotate non possono cambiare il mercato. Hanno sicuramente degli approcci diversi al mercato, da una parte le aziende di famiglia sono più snelle nel capire e seguire i trend di mercato, le aziende invece quotate sono delle aziende un po’ più ingessate per problemi di governance, per problemi di execution di quello che la stessa azienda fa. Probabilmente direi che l’azienda di famiglia è un’azienda con uno spunto e con una coppia se vogliamo usare il termine motoristico estremamente, estremamente elevata, l’azienda quotata è un’azienda diesel però di più lunga-media gittata.

 

Domanda:

 

La disruption, questo cambiamento radicale provocato dalla pandemia. Ma ci sono anche probabilmente state altre e sempre più veloci nel tempo si alternano che sta comportando una crisi per molte aziende italiane. Gli imprenditori li vediamo soprattutto concentrati sul tema dell’approvvigionamento di finanza, ma emergono anche difficoltà di funzionamento nelle strutture di governance oppure nella organizzazione a cui sembra si dia sempre una priorità inferiore. Come se le cose urgenti scacciassero quelle importanti. Quali sono secondo lei le principali criticità emergenti nelle aziende di famiglia in questo periodo a cui ritiene prioritario porre rimedio? Oltre al tema di evidente urgenza della finanza.

 

Risposta:

 

Beh, io le rispondo utilizzando la frase di un mio carissimo amico che dice sempre che l’ultima e-mail è sempre la più importante. Questo è in effetti uno forse dei più grossi problemi delle aziende in generale, ma quelle di famiglia ancora di più. Le aziende di famiglia, e quando parlo di famiglia non mi riferisco a un’azienda di famiglia come la Ferrero, perché sicuramente è un’azienda familiare, ma è un’azienda sicuramente molto grande e molto strutturata. Io parlo delle aziende di famiglia, quelle che sono, diciamo piccole e medie imprese sono poi in effetti il pezzo forte dell’attività italiana. E in questo momento forse la ricerca spasmodica di finanza, dei finanziamenti agevolati oppure garantiti da Mediocredito Centrale, a mio avviso sono la cosa più preoccupante che oggi abbiamo. Perché in qualunque caso è debito e il debito va restituito, un’azienda quotata in borsa o un’azienda più strutturata è un’azienda più propensa a poter regolare e governare quelli che sono i flussi di cassa, mentre invece un’azienda di famiglia è un’azienda dove il capo famiglia spende come meglio crede e senza dover spesso rispondere a nessuno. E questo potrà mettere forse a medio lungo, se non a medio breve, cosa che spero non sia così, grande crisi di rimborso del debito che andiamo a prendere tutti i giorni con grande difficoltà ed anche con dei tassi che in questo momento sono estremamente cari rispetto a quello che il costo del denaro e di conseguenza la cosa più importante che mi sentirei di dire è che anche le piccole e medie imprese italiane o gli imprenditori che hanno un’azienda di famiglia di fare estremamente attenzione a come viene usato il denaro e se il denaro deve essere usato per mettere diciamo in piedi un’altra volta una struttura, facendo attenzione che la struttura sia però possibile sia perciò compatibile con i tempi in cui viviamo oggi.

 

Domanda:

 

L’ultima domanda che probabilmente si collega anche a questo è proprio sul futuro. Perché lei è conosciuto come una persona con un grande commitment e che riesce ad avere una sensibilità nel vedere le forme delle cose oltre il momento. Qual è il suo outlook per le aziende familiari? Ce la faranno? Ma come faranno a sorpassare questo periodo così stressante?

 

Risposta:

 

Questa è una domanda molto complessa. Forse, direi che è la più difficile tra quelle che mi ha posto, il futuro è molto incerto e quello che è vero oggi non è più vero domani perché le imprese proprio, voglio dire che ci sono alcune imprese che continueranno ad esistere ed altre che invece spariranno completamente. Io quello che mi sento di dire come auspicio a tutti i manager e gli imprenditori delle aziende di famiglia, ma anche a quelle quotate è quella di avere nel team di lavoro, già voglio dire abbiamo inserito la parola team di lavoro perciò non la persona sola in una stanza, i millennials perché i millennials sono quelli che saranno domani mattina i nostri utenti e i nostri clienti e sono quelli da cui possiamo, se visti ed ascoltati in un’ottica non di controllo e supervisione ma di consiglio capire da loro quello che saranno i nuovi trend. Altrimenti ci troveremo ad avere delle strutture e a metter su delle strutture, caso mai finanziate con il famoso debito della domanda di prima che non avranno i clienti, non avranno fornitori, ci troveremo ad avere delle piscine splendide, ma non avremo l’acqua per riempirle e di conseguenza, ripeto, darei grande attenzione a quelli che sono i millennials, perché è con i loro occhi che dobbiamo guardare l’outlook del futuro. Se questo riusciamo a farlo e a farci un può influenzare, ma nello stesso tempo anche a gestirli con l’esperienza che abbiamo, penso che sia veramente la ricetta per il futuro. Io sono molto fortunato ad avere due figli di 30 e 27 anni, non sono millennials, ma sono abbastanza giovani e devo dire la verità loro ascoltano molto le mie esperienze e do a loro molti consigli di cui loro ne fanno buon uso, ma da loro traggo sempre spunti e un’ottica di visuale diversa da quella mia che poi sarà l’ottica di quello che ci troveremo nel prossimo futuro.

 

Contaminazione intergenerazionale. Credo che questa sia una cosa bellissima con la quale concludere questo incontro. La ringrazio moltissimo dottor Petrone, del tempo e di quanto ci ha voluto dire oggi.

 

Grazie a lei dottor Gaeta, grazie mille, un saluto, arrivederci a tutti!

 

Grazie.

 

Potete ascoltare le Trust Talks sul sito www.studiogaeta.com.

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